Josef Koudelka

Nasce nel 1938. Di origine ceca, naturalizzato francese, vive tra Parigi e Praga. Entra a far parte dell’agenzia Magnum Photos nel 1971.

Dopo la laurea in ingegneria all’Università di Praga, trova lavoro come ingegnere aeronautico e allo stesso tempo si dedica alla fotografia, documentando gli spettacoli teatrali e le comunità gitane della Cecoslovacchia. Il suo reportage sull’invasione sovietica di Praga del 1968, presentato come “anonimo”, ottiene l’anno seguente la medaglia d’oro al premio Robert Capa. Le fotografie gli saranno attribuite solo sedici anni più tardi, dopo la morte del padre.

Nel 1970 chiede asilo politico all’Inghilterra, ma resta senza cittadinanza. Il Museum of Modern Art di New York gli dedica una personale nel 1975, anno di pubblicazione del libro “Gitans”, cui seguirà nel 1988 “Exils”.

Nel 1986 partecipa al progetto DATAR per la documentazione del paesaggio urbano e rurale in Francia. Inizia a utilizzare una macchina fotografica panoramica e nel 1990 ritorna per la prima volta in Cecoslovacchia, dove documenta uno dei paesaggi più devastati d’Europa Centrale: il “triangolo nero”. Dal suo impegno nel testimoniare l’impatto che l’uomo contemporaneo esercita sul territorio nasce nel 1999 “Chaos”.

Nel 2006 viene pubblicato in Francia e in altri sette Paesi il primo volume retrospettivo, curato da Robert Delpire. Nel 2008 il libro “Invasion Prague 68” esce in undici lingue. Nel 2011 vede la luce una nuova versione di “Gitans” che riprende la bozza originale del 1968. Nello stesso 2011 viene presentata per la prima volta a Mosca la mostra “Invasion Prague 68”.

Josef Koudelka è stato insignito di numerosi premi, tra cui il Grand Prix National de la Photographie (1987) e il premio Henri Cartier-Bresson (1991), in Francia, e l’ICP Infinity Award (2004). Nel 2002 è stato nominato Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura Francese.