Lina Fucà, Paolo Leonardo, Daniele Gaglianone

Lina Fucà

Lina Fucà è nata a Torino nel 1972. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Torino, diplomandosi in pittura. Negli stessi anni inizia a compiere performance di pittura dal vivo con il gruppo teatrale Il Barrito degli Angeli. Questa esperienza amplifica l’attitudine dell’artista a far dialogare la propria pratica figurativa con altre forme espressive quali teatro, musica e video. L’evoluzione naturale di questa dinamica relazione la porta ad occuparsi di scenografia e costumi con numerose realtà della scena teatrale e cinematografica indipendente. L’interazione fra diversi linguaggi è divenuta in questi ultimi anni la caratteristica della sua ricerca, che parte innanzitutto da una riflessione sulla percezione di sé in rapporto alla percezione “degli altri”. Ne sono testimonianza le opere presentate alla Galleria Giorgio Persano nell’aprile del 2016 dove sono state esposte, in una mostra personale, alcuni lavori che sono il risultato di un intreccio che prende corpo in forme e modalità visive poliedriche: dalla proiezione di un video dove l’artista e una ragazza egiziana si confrontano attraverso gesti simili e distanti, alla composizione di una scatola luminosa in cui l’autoritratto risulta dalla sovrapposizione di ritratti realizzati da altri; dalla ripresa della vestizione dell’artista compiuta da donne che la trasformano in una sembianza di sé (segno tangibile dell’incontrarsi), alla tenace e lieve ombra lasciata su grandi fogli bianchi che raccontano il viaggio interiore di una giovane donna sulla soglia della sparizione. Nell’estate del 2016 la Fondazione Merz offre a Lina Fucà una residenza artistica a Cuba. Da questa esperienza nasce l’opera Non bastano un milione di passi, riflessione sull’incontro con l’isola caraibica dove si intrecciano fotografia, video e forme arcaiche di costruzione.

Tra maggio e dicembre del 2017 l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita una sua mostra personale dal titolo Entre las lìneas de mis fronteras.

 

Paolo Leonardo

Paolo Leonardo è nato a Torino nel 1973, ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia Albertina di Belle Arti. È attivo a Torino dalla metà degli anni Novanta. La sua opera pittorica rappresenta una sfida nei confronti del sistema mediale contemporaneo e una ricerca improntata sull’interazione tra pittura e fotografia. Il suo lavoro è presente in diverse collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero. Tra le personali si ricordano: nel 2000 Oltre la pittura con Mimmo Rotella, Sala delle Colonne, Mantova e Scatole ottiche Galerie Paolo Boselli, Bruxelles; nel 2005 Paolo Leonardo, Galleria Alessandro Bagnai, Firenze; nel 2008 Riflessioni sul cinema, Galleria Alessandro Bagnai, Firenze; nel 2010 Paysages en rouge, Galerie Placido, Paris; nel 2012 Utopia, Galerie italienne, Paris,nel 2013 Meteorite in Giardino, Fondazione Merz, Torino. Fra le numerose collettive: nel 1999 Figurazione-Defigurazione, Galleria Civica, Bolzano; nel 1999 Turin a Nice une nouvelle generasion, Galerie des ponscettes-Galerie de la marine, Nice; nel 2000 La spiritualità nell’arte, da Boccioni a Serrano, Santuario di Oropa, Biella; nel 2002 Le quattro Vie del Nuovo Paesaggio nell’Arte Contemporanea Italiana, Galleria d’Arte Moderna, Udine; nel 2003 La Pittura come concetto, Palazzo Comunale, Massa Carrara e Gemini-Muse, Museo d’Antichità, Torino; nel 2004 XIV Esposizione Quadriennale D’Arte di Roma; nel 2006 Something Happened, Slovak National Gallery, Bratislava; nel 2011 Gran Torino, Frost Art Museum, Miami; nel 2012, Arte Sera Live, Fondazione Merz, Torino; nel 2013 NA,TO, Castel Sant’Elmo, Napoli; nel 2014, L’immagine della natività dal medioevo all’arte contemporanea, Palazzo Madama, Torino; nel 2015 Bienal del Fin Del Mundo, Mar del Plata, Argentina, Valparaiso, Cile; nel 2016, Dipingere il Presente, Peninsula Art Museum, Weihai, Cina, La Torre di Babele, Centro Pecci Prato; nel 2017, Diritto al Futuro, MISP, Museo d’Arte del XX e XXl secolo, San Pietroburgo.

 

Daniele Gaglianone

Daniele Gaglianone è nato ad Ancona nel 1966, si è laureato in Storia e Critica del Cinema presso l’Università di Torino. Dai primi anni Novanta collabora all’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (ANCR). Nel 1998 ha collaborato alla sceneggiatura del film Così ridevano di Gianni Amelio, Leone d’oro alla Mostra di Venezia.

Del 2000 è l’esordio nel lungometraggio con I nostri anni, selezionato alla Quinzaine del Festival di Cannes 2001. Nel 2004 il suo secondo lungometraggio Nemmeno il destino partecipa nella sezione Giornate degli Autori al Festival del Cinema di Venezia. Nel 2005 Nemmeno il destino vince il Tiger Award all’International Film Festival di Rotterdam. Nel 2008 presenta nella sezione “Ici et Ailleurs” del Festival di Locarno il documentario sulla Bosnia Rata nece biti – la guerra non ci sarà. Nel 2009 vince il David di Donatello come miglior documentario italiano.

Nel 2009 realizza Pietro, terzo lungometraggio di finzione, selezionato nel concorso internazionale del Festival di Locarno 2010. Nel 2011 esce Ruggine, presentato alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia. Nel 2013 realizza il film La mia classe, presentato alla X edizione de Le Giornate degli Autori del Festival di Venezia. Nel 2014 realizza il documentario Qui, presentato al 32 Torino Film Festival, sulla lotta in Val di Susa contro la linea alta velocità Torino – Lione. Nel 2016 gira a Lagos in Nigeria Granma, cortometraggio realizzato insieme al regista nigeriano Alfie Nze. Nel 2017 il film viene presentato al Festival di Locarno. Nello stesso anno gira il cortometraggio Joy presentato al Festival di Venezia 2017.

Nel 2018 gira il documentario per doc3 Sorelle d’Italia, e al Torino FilmFestival del 2018 presenta il documentario Dove bisogna stare.