Meteorite in Giardino | 26.6.2018_ Alexander Lonquich e Cristina Barbuti – Sharon Lockhart 26.06.2018 | 26.06.2018

26 giugno ore 21

offerta libera a partire da € 20

Il terzo appuntamento dell’ 11° rassegna di arte e musica “Meteorite in Giardino”  vede protagonisti il duo pianistico Alexander Lonquich e Cristina Barbuti – che eseguiranno il brano “Vision de l’Amen” di Olivier Messiaen – e l’artista Sharon Lockhart con la proiezione del video “Antoine/Milena” (2015).

La serata è organizzata da #tuttegiuperterra di Francesca Martinengo, un’associazione che organizza eventi per raccogliere fondi per la ricerca sulle malattie rare, e allo stesso tempo ha lo scopo informare e sensibilizzare su molte patologie ancora poco conosciute. Il ricavato andrà alla Fondazione Telethon per la ricerca medico – scientifica sulle malattie genetiche rare e alla donazione all’Unità Spinale CTO – Città della Salute di Torino di un secondo macchinario per la riabilitazione.

con il Patrocinio della Città di Torino

Durante la serata si potranno degustare alcune eccellenze torinesi e piemontesi: le praline e il Giuinot, il Gianduiotto di Guido Castagna, il Pinguino di Pepino, il Vermouth Anselmo, il caffè Lavazza e la birra Menabrea. Anche l’acqua sarà Made in Piedmont: a etichetta Spareat.

 

Video installazione di Sharon Lockhart, Antoine/Milena, 2015

L’impegno costante di Lockhart sulle tematiche legate all’infanzia funge da fondamento nel video Antoine / Milena (2015), nel quale l’artista si concentra su una giovane donna di nome Milena, che l’artista ha incontrato in Polonia mentre produceva il film Podwórka nel 2009.
Lockhart e Milena, che allora aveva 9 anni, hanno stabilito una stretta amicizia e un coinvolgimento collaborativo che ha continuato a crescere ed evolversi. Attraverso il suo lavoro e il rapporto con Milena, Lockhart esplora sia gli approcci visivi e filosofici dell’infanzia, sia le operazioni culturali e sociologiche inerenti alla fotografia.
L’installazione video di Lockhart del 2015, Antoine / Milena, rende omaggio a I 400 colpi (1959) di François Truffaut . L’iconica sequenza di chiusura di Truffaut descrive l’eroe incompreso, Antoine Doinel, che corre verso la spiaggia, vede l’oceano per la prima volta e si gira per fronteggiare la telecamera davanti a sé. Facendo riferimento a questa sequenza Lockhart cattura Milena che attraversa la campagna polacca per arrivare al mare. In contrasto con l’Antoine di Truffaut, in cui il viso in primo piano appare come congelato, Milena si avvicina alla telecamera nel film di Lockhart, fissando gli occhi con lo spettatore in uno sguardo che è allo stesso tempo provocatorio e fragile.
Come un’allegoria di questi incontri e del corso della stessa adolescenza, il movimento di Milena e il suo sguardo finale segnano la sua transitorietà e l’approccio di un’altra fase della vita.

Il video viene proiettato in loop nel piano interrato fino al 16 settembre 2018.

Courtesy l’artista e Gladstone Gallery, New York.

 

BIOGRAFIE

SHARON LOCKHART

Sharon Lockhart è nata nel 1964 in Massachusetts, USA.

Stabilitasi da anni a Los Angeles, Sharon Lockhart è conosciuta per i suoi studi intimistici sulle comunità, spesso incentrati su persone e luoghi poco rappresentati. Per oltre vent’anni, l’artista si è immersa nella vita quotidiana dei suoi soggetti per realizzare fotografie e film che catturano la loro vulnerabilità e autenticità.

Tra le mostre più importanti di Sharon Lockhart si segnalano le personali nel Padiglione Polacco della 57a Biennale di Venezia (2017); al Kunstmuseum di Lucerna (2015); alla Bonniers Konsthall, Stoccolma (2014); al Center for Contemporary Art, Ujazdowski Castle, Varsavia (2013); all’EACC Espai d’art contemporani de Castelló di Castellón de la Plana, Spagna (2012); al LACMA, Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles (2012); alla Kunstverein di Amburgo (2008); al Museum of Contemporary Art, Chicago (2001) e al MAK – Österreichisches Museum für angewandte Kunst, Vienna (2000). Le sue opere sono state esposte in numerose biennali tra cui la Shanghai Biennale (2014), la Liverpool Biennial (2014), e la Whitney Biennial (1997, 2000, 2004). Molte sue opere si trovano in collezioni museali importanti come quelle del Solomon R. Guggenheim Museum (New York), Hammer Museum (Los Angeles), Metropolitan Museum of Art (New York), Museum Boijmans Van Beuningen (Rotterdam), Tate Modern (Londra) e Sammlung Goetz (Monaco di Baviera).

ALEXANDER LONQUICH

Alexander Lonquich nasce a Trier in Germania. Nel 1977 vince il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora tiene concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei. La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore-solista. Un importante ruolo svolge inoltre la sua attività nell’ambito della musica da camera. Alexander Lonquich, infatti, nel corso degli ultimi anni ha avuto modo di collaborare tra gli altri con: Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger e Frank Peter Zimmermann, con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali il “Diapason d’Or 1992”, il “Premio Abbiati” nel 1993 e il “Premio Edison” in Olanda nel 1994. Nel 2003 Alexander Lonquich ha formato con la moglie Cristina Barbuti un duo pianistico esibendosi in Italia, Austria, Svizzera, Germania e Norvegia. Inoltre nei suoi concerti appare spesso nella doppia veste di pianista e fortepianista spaziando da C. Ph. E. Bach a Schumann e Chopin. Nel ruolo di direttore-solista collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova – con cui in particolare ha svolto un lavoro di ricerca e approfondimento tra il 2004 e 2007 sull’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Mozart – e tra le altre con l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs Elysées e la Filarmonica della Scala di Milano. Sempre più spesso dirige repertorio sinfonico. Dopo aver effettuato incisioni EMI dedicate a Mozart, Schumann e Schubert, ha iniziato una collaborazione con la ECM registrando musiche del compositore israeliano Gideon Lewensohn ed un cd di musica pianistica francese dell’inzio del XX secolo con gli Improptus di Fauré, Gaspard de la nuit di Ravel e i Préludes di Messiaen e recentemente ha inciso, sempre per ECM, la Kreisleriana e la Partita di Holliger. Ai numerosi impegni concertistici Lonquich ha affiancato negli anni un intenso lavoro in campo didattico tenendo masterclass in Europa, Stati Uniti ed Australia.

Ha collaborato inoltre in forma stabile con l’Accademia Pianistica di Imola e la Hochschule für Musik di Colonia.

Alexander Lonquich, convinto che il sistema educativo in campo musicale sia da integrare e in parte da ripensare, si è impegnato intensamente nella conduzione di laboratori teatrali/musicali avvalendosi della collaborazione di artisti provenienti da linguaggi artistici diversi. Tra le altre, particolarmente cara gli è stata l’esperienza del laboratorio Kinderszenen dedicato all’infanzia.

CRISTINA BARBUTI

Cristina Barbuti si è specializzata in musica da camera a Praga alla Sandor Vègh International Chamber Music Academy e in Israele alla Rubin Academy of Music and Dance presso la Jerusalem Heberw University e negli stessi anni collabora con la UCLA Los Angeles nel dipartimento di cultura italiana. Ha suonato in Italia, Germania, Austria, Belgio, USA e Israele in varie formazioni cameristiche e in numerosi Festival internazionali. Ha inciso per Stradivarius musiche del compositore svizzero Willy Merz, lavoro segnalato con quattro stelle dalla rivista Le monde de la musique, Paris.

Nel 2001 intraprende con Alexander Lonquich l’attività stabile di duo pianistico suonando in Austria, Germania, Svizzera, Norvegia, e Italia e collaborando con prestigiose orchestre quali la Stuttgarter Kammerorchester e Camerata Salzburg.. In occasione del Festivaletteratura di Mantova edizione 2007, il duo ha ideato con l’Orchestra da Camera di Mantova e l’attore Sandro Lombardi una serie di tre concerti dedicati al “sentimento di infanzia” dal titolo L’infanzia di Saturno. Cristina Barbuti si è da sempre interessata a ricerche sull’espressività non solo musicale intesa come linguaggio attraverso il quale affrontare in modo specifico anche la formazione dei musicisti recentemente specializzandosi in Artiterapie secondo il modello della Psicologia della Gestalt. Con Alexander Lonquich e con l’attrice Vincenza Modica ha condotto numerosi laboratori teatrali e musicali presso importanti istituzioni.