Michele di Mauro legge Mario Merz 03.05.2005 | 03.05.2005

Anche nel 2005 la Fiera Internazionale del Libro di Torino si è aperta alla città animando le vie e i luoghi piùrappresentativi della Terza Circoscrizione, trasformandoli in una sorta di “libreria a cielo aperto”.

La Fondazione Merz ha partecipato all’iniziativa e sabato 7 maggio alle ore 18,30 ha ospitato nei suoi spazi l’attore Michele Di Mauro, che per l’occasione ha letto alcuni brani scelti dal libro di Mario Merz Voglio fare subito un libro (hopefulmonster, Torino 2005).Il libro è la nuova edizione, riveduta e corretta, degli scritti dell’artista pubblicati per la prima volta nel 1985. La trascrizione dei testi, coerentemente al sistema di lavoro adottato da Mario Merz, non mantiene un ordine cronologico, ma individua tre momenti di distinzione tipologica in cui emergono diverse identità referenziali nello sviluppo della scrittura.

Voglio fare subito un libro è una raccolta di testi editi e inediti scritti da Mario Merz fino al 1985, in cui il dialogo tra le “forze” dell’arte e quelle della letteratura erompe alle volte lussureggiante e brillante e alle volte aspro e critico, si concentra o si disperde in vari argomenti che scorrono nelle pagine come in un fiume in piena. Le libertà poetiche di cui Mario Merz si appropria nell’atto dello scrivere sono incastri di suggerimenti e riferimenti alla sua arte. Un’arte gestita sulla base di invenzioni: di strutture architettoniche (la progressione dei tavoli, delle spirali o dei più conosciuti igloo…), di costruzioni pittoriche (che si sviluppano fin dalla nascita di Merz artista), sullo sviluppo ciclico naturale e numerale degli elementi (l’applicazione della progressione numerica di Fibonacci), sull’utilizzo di materiali rifiutati dalla società (vetri rotti, giornali vecchi…), sulle dichiarazioni strategiche (“Se il nemico si concentra perde terreno, se si disperde perde forza”, “Objet cache-toi”, “Città irreale…”) che nelle sue opere vengono inserite come assiomi e nella lettura di questo libro affiorano come tracce.

Harald Szeemann