Mario Merz Prize | Petrit Halilaj e Geoffrey Gordon sono i vincitori

Mario Merz Prize | Petrit Halilaj e Geoffrey Gordon sono i vincitori 05.07.2017 | 05.07.2018

Presso l’Istituto Italiano di Cultura a Londra, Beatrice e Willy Merz hanno annunciato i vincitori della seconda edizione del Mario Merz Prize, l’unico premio internazionale per l’arte e la musica: Petrit Halilaj (Arte) e Geoffrey Gordon (Musica).

I due vincitori sono stati scelti tra Francesco Arena, Petrit Halilaj, Gili Lavy, Shahryar Nashat, Suha Traboulsi per l’arte e tra Gabriele Cosmi, Geoffrey Gordon, Pierre Mariétan, Catherine Milliken per la musica dalle giurie composte dal pubblico e da Manuel Borja-Villel (Direttore Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (Direttore Artistico New Museum, New York – Direttore artistico Fondazione Trussardi, Milano) e Beatrice Merz per l’arte e da Dieter Ammann (compositore), Thomas Demenga (violoncellista e compositore), Alexander Lonquich (pianista) e Willy Merz per la musica.

La giuria della sezione Arte ha così motivato la sua scelta:
Il percorso peculiare di Petrit Halilaj, segnato dalla memoria di fatti assai gravi e dall’importanza non meno potente e pervasiva degli affetti, consente all’artista di approcciare la narrazione di storia e storie attraverso un prisma di grande sensibilità, non disgiunto da una sottile e pervasiva ironia. La capacità del giovane artista di rendere permeabili luoghi, situazioni e linguaggi a partire dal proprio vissuto riesce nell’intento, caro al progetto del Premio, di superare confini e abbattere muri culturali, fisici o mnemonici, consentendo al visitatore di riannodare i fili sparsi di memorie rimosse, di conflitti dimenticati e sovente affidati all’oblio della propria falsa sicurezza domestica. La possibilità, data dal premio, di realizzare un nuovo progetto consentirà un’inedita visione globale e sintetica del lavoro di Halilaj permettendo una nuova fase di approfondimento e critica della contemporaneità a partire dalla presenza e dal ruolo degli artisti al centro di una nuova fase di protagonismo sociale, storico e culturale.

 La giuria della sezione Musica ha così motivato la sua scelta:
La giuria ha particolarmente apprezzato, nell’opera in concorso Quintettsatz l’espressione di una topografia drammaturgica adeguata, che rende un buon equilibrio tra contenuto e forma.
Lo svolgersi delle varie sezioni del brano è quindi sorretto da una scansione temporale rigorosa di chiara efficacia.