Meteorite in Giardino | 29.6.2018_ Ignazio Mortellaro, Martin Münch e Massimiliano Gènot

Meteorite in Giardino | 29.6.2018_ Ignazio Mortellaro, Martin Münch e Massimiliano Gènot 29.06.2018 | 29.06.2018

Giovedì 29 giugno ore 21

Ingresso libero

Martin Münch, pianoforte
Massimiliano Génot, pianoforte
Ignazio Mortellaro, Ttzitz chu’i, la serpe acquaiola (2018) installazione site specific

Musiche:

Martin Münch, pianoforte

  • Ravel, Jeux d’eau
  • Scriabin, Deux Poèmes op. 32
  • Debussy, Reflets dans l’eau
  • Münch, Valses sentimentales op. 48
  • Münch, Favole ed arabeschi op. 32
  • Debussy, L’isle joyeuse
  • Scriabin, Deux Poèmes op. 71
  • Ravel, La Valse

Massimiliano Génot, pianoforte

  1. Debussy, da Six épigraphes antiques: I. Pour invoquer Pan, dieu du vent d’été
  2. Merz, da Argonautika: Così un dolce inganno pose Afrodite (arrangiamento per piano solo di M. Génot) Prima esecuzione assoluta
  3. Szymanowsky, da Métopes: Calypso

 

Sono sicuramente i temi del viaggio e dell’acqua i protagonisti di questa serata. Ad accompagnare i brani eseguiti dai pianisti Münch e Génot è l’installazione di Ignazio Mortellaro “Tziyz Chu’i” che è anche il nome della serpe acquaiola tradotto dalla lingua degli indiani Pueblo del nord America. Questo spunto suggestivo nasce dalla curiosità dell’artista per Aby Warburg storico dell’arte e letterato dei primi del novecento che studiò i nativi americani con i quali condivise un breve periodo della sua vita e dai cui riti trasse elementi fondamentali di conoscenza.

Negli spazi esterni della Fondazione, seguendo il corrimano delle scale che portano nello spazio ipogeo, l’artista realizza un canale per l’acqua, di forma triangolare in lamiera di ottone sostenuto da forcelle fuse in ferro.

Questa infrastruttura accompagna chi scende le scale veicolando un flusso d’acqua che si attiva ogni qualvolta due cellule di movimento segnalano una presenza.

 

BIOGRAFIE

IGNAZIO MORTELLARO

Ignazio Mortellaro (1978) vive e lavora a Palermo.

La sua ricerca prende spunto da un metodo d’indagine di tipo scientifico-filosofico, che procede dall’esperienza verso l’elaborazione di un pensiero sul rapporto tra Uomo e Natura. Una pratica artistica intesa come verifica sulla possibilità di misurare lo spazio e il tempo per creare delle coordinate sempre mutevoli, che risponde all’esigenza eterna dell’uomo di osservare lo spazio intorno a sé e tentare di rappresentarlo, in modo figurativo o simbolico. Un lavoro, il suo, che restituisce letture differenti e diversi livelli ipertestuali, apre sguardi che penetrano l’arte, la scienza e la geometria, introducendo la narrazione di un viaggio che ricuce insieme, con il sottile fil rouge della storia circolare e dinamica, paesaggi e contesti, uomini ed esperienze “mutevoli”.

Compassi e calibri affollano il suo studio: dispositivi antichi e moderni, utilizzati per le mappe che l’artista traccia su carta o incide su vetro. Strumenti topografici, che rimandano a un sapere complesso ma concreto – legato alla terra – sono utilizzati per creare mappe moderne, in ferro ossidato, delle coste terrestri. Orizzonti artificiali, distanti tra loro, creati dall’artista componendo paesaggi ispirati da foto d’archivio, acquistano significato all’interno della cornice dell’opera. Territori visti “al contrario”, sottosopra: luoghi mentali che rappresentano uno spazio interiorizzato di libertà, un dialogo tra il sé e il mondo. Durante l’elaborazione dei lavori di Ignazio Mortellaro c’è sempre, in sottofondo, la musica, che a volte – sotto forma di suono – diventa parte dell’opera.

MARTIN MÜNCH

Martin Münch, introdotto allo studio del pianoforte da Wilfried Althammer, completa la sua formazione pianistica presso il conservatorio di Magonza, dove si diploma brillantemente sotto la guida di Monica von Saalfeld. Frequenta in seguito vari master class tra cui i Ferienkurse di Weikersheim e i corsi estivi per musica contemporanea di Darmstadt. A Francoforte, la sua città natale, segue i corsi di composizione tenuti dal Prof. Hans-Ulrich Engelmann, mentre nel 1992 si diploma sotto la guida di Wolfgang Rihm presso il Conservatorio di Karlsruhe.

Da allora svolge un’intensa attività pianistica e compositiva che l’ha portato a esibirsi in 30 paesi, tra cui Germania, Belgio, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Portogallo, Italia, Ungheria, Giappone e Stati Uniti. Ha composto 50 brani per pianoforte, musica da camera e opere per orchestra. Nel 2009 è risultato vincitore del 1° premio per la sua firework-ouverture al concorso “Pyromusikale” di Berlino. Tra i successi della sua copiosa produzione compositiva, si annoverano anche la Rapsodia per clarinetto e pianoforte eseguita nel teatro Colon di Buenos Aires, nonchè i due concerti per pianoforte e orchestra, eseguiti nel 2004 e nel 2008. Alcune sue opere sono state trasmesse dalle radio “Südwestfunk Mainz”, “Süddeutscher Rundfunk”, dalla televisione “Südwestfunk”, da “Radio France. France musique” e dalla televisione nazionale bulgara. 1994-2013 docente di pianoforte presso l’università di Bamberg, e dal 1994 insegna Musicoterapia nella città di Weinsberg, nei pressi di Heilbronn. In veste di direttore artistico si dedica inoltre alla realizzazione di vari festival pianistici (Heidelberg, Firenze e altri). Nel 2009 è stato presidente di giuria del Concorso Pianistico Internazionale “Roma”.

MASSIMILIANO GÉNOT

Massimiliano Génot inizia i suoi studi al civico Istituto Musicale Corelli di Pinerolo con Gianni Sartorio, con il quale si diploma a sedici anni in pianoforte, mentre si diploma in composizione presso il Conservatorio di Torino con Riccardo Piacentini dopo aver frequentato la classe di Gilberto Bosco, in contemporanea con gli studi classici Si perfeziona con Aldo Ciccolini presso l’Accademia Perosi di Biella e con Maria Tipo al Conservatorio di Ginevra dove consegue il Premier Prix de Virtuosité avec distinction per concludere i suoi studi all’ Accademia di Imola con Lazar Berman e Piero Rattalino. Come solista debutta nel 1991 con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, nel 1994 viene premiato al Concorso Busoni di Bolzano (quinto premio), al Rina Sala Gallo ed al Mavi Marcoz di S. Vincent. Ha suonato con l’Orchestra del Festival di Brescia e Bergamo, La Toscanini di Parma, L’ Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra Bruni di Cuneo, la Savaria Orchestra, la Sinfonica Nazionale dell’Ecuador. Tra le istituzioni che lo hanno invitato: La Fenice di Venezia, il Comunale di Bologna, L’ Opera di Roma, l’ Accademia di Francia, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, Villa Pignatelli di Napoli, il Gasteig di Monaco, il Museo Wagner di Bayreuth, (dove ha potuto incidere un cd sul pianoforte appartenuto al compositore tedesco), il Museo Chopin di Varsavia, La Musikhalle di Amburg. Ha inciso in prima assoluta la Scuola della Velocità di Carl Czerny secondo i metronomi originali, l’opera pianistica di Leone Sinigaglia, i suoi Lieder, l’opera per violino e pf. con il soprano Anja Kampe e la sorella Alessandra Génot. Scrive di pianoforte per la rivista Musica. I suoi brani pianistici sono editi da Sconfinarte. Insegna attualmente pratica pianistica e dell’ accompagnamento e tecniche pianistiche presso il “ Verdi” di Torino. Visiting professor presso il Conservatorio Reale di Bruxelles, L’ Accademia di Danzica e di Poznam. Ha suonato in Giappone, Vietnam, Brasile, Argentina, Ecuador, Stati Uniti, Israele, Germania, Francia, Svizzera, Ungheria, Portogallo, Polonia, Montenegro. E’ stato direttore artistico dell’ Associazione per la Riscoperta del Patrimonio Musicale Piemontese.

Insegna attualmente Pratica pianistica presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, affiancando corsi specialistici di Tecnica Pianistica. Ha tenuto lezioni-concerto al Dams di Torino e, nell’ambito del programma Erasmus, master class e concerti al Conservatorio Reale di Bruxelles, all’Accademia Nazionale Jan Paderevsky di Poznan, all’Accademia Nazionale  di Danzica e all’Università Yldiz di Istanbul.

 

Con il sostegno di: Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo

Si ringrazia, Piatino Pianoforti e Birra Menabrea