<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:series="http://unfoldingneurons.com/"
	>

<channel>
	<title>Fondazione Merz</title>
	<atom:link href="http://fondazionemerz.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://fondazionemerz.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 14:27:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=228</generator>
		<item>
		<title>Marisa Merz</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/biografie/marisa-merz/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=marisa-merz</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/biografie/marisa-merz/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 13:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=6231</guid>
		<description><![CDATA[Marisa Merz esordisce nel 1966 esponendo nel suo studio di Torino sculture di lamine di alluminio: strutture spiraliformi in alluminio, mobili e irregolari, che oppongono al rigore del minimalismo un’immagine metamorfica, enigmatica, aerea. Queste installazioni, composte da più elementi che dialogano insieme, sono concepite in funzione del luogo specifico che le ospita e sono riproposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marisa Merz esordisce nel 1966 esponendo nel suo studio di Torino sculture di lamine di alluminio: strutture spiraliformi in alluminio, mobili e irregolari, che oppongono al rigore del minimalismo un’immagine metamorfica, enigmatica, aerea.</p>
<p><span id="more-6231"></span>Queste installazioni, composte da più elementi che dialogano insieme, sono concepite in funzione del luogo specifico che le ospita e sono riproposte successivamente in diversi allestimenti. Fondato sull’interesse per le qualità dei materiali e su una progettualità essenziale, questi primi lavori preparano la partecipazione ufficiale dell’artista al movimento dell’arte povera.</p>
<p>Nel 1968, in occasione della collettiva <em>Arte Povera + Azioni Povere</em> curata da Germano Celant agli Arsenali dell’Antica Repubblica di Amalfi, Marisa Merz espone sulla spiaggia coperte arrotolate e imballate con filo di rame o scotch (<em>Senza Titolo</em>, 1966) e opere legate all’infanzia della figlia Beatrice fatte di filo di nylon, rame o lana. L’artista introduce nel linguaggio della scultura contemporanea tecniche tradizionalmente considerate artigianali o appannaggio del lavoro femminile, sovvertendone però la destinazione e attribuendo alle procedure e ai materiali di volta in volta adottati piena dignità artistica.</p>
<p>Raccogliendo la lezione degli assemblaggi di Pablo Picasso [1881–1973] e dei <em>Mobile</em> di Alexander Calder [1898–1976], l’opera introduce nella scultura la nozione del gioco e del piacere marcando ulteriormente la distanza dell’artista dalle strutture primarie, razionali e autorefenziali, del minimalismo.</p>
<p>Anche rispetto al gruppo dell’Arte Povera, però, Marisa Merz mostra sin d’ora una sensibilità eccentrica. La componente temporale intimamente presente già nei lavori a maglia acquista una valenza decisiva nelle installazioni successive, nelle quali Marisa Merz procede a raccogliere, combinare e ridefinire proprie opere precedenti. Come accade in <em>Tavole</em>: due tavoli rettangolari sui quali sono collocate le coperte arrotolate del 1966 e una scrivania in legno piena di oggetti raccolti nel tempo dall’artista, opera presentata per la prima volta alla galleria L’Attico di Roma nel 1969 e poi esposta nel 1970 al Museo Civico di Bologna per la III Biennale Internazionale della Giovane Pittura. O come accade nel 1972 alla XXXVI Biennale di Venezia, dove l’artista presenta <em>Ad occhi chiusi gli occhi sono straordinariamente aperti</em> (1975), che riunisce le sculture in filo di rame, la <em>Scodella di sale</em> (1967), <em>Bea</em> e <em>Scarpette </em>(1968).</p>
<p>Usate per comporre discorsi sempre nuovi, queste opere intrattengono tra loro un dialogo serrato, creano un campo di forze scandito dalla presenza di diverse temporalità: quella obbiettiva del presente e quella affettiva del ricordo volontario (quando include tasselli dell’esistenza privata dell’artista) e involontario (quando mostra archetipi legati al mondo femminile).</p>
<p>Dopo la partecipazione nel 1973 alla collettiva <em>Ricerca estetica</em> dal 1960-1970 ordinata in Palazzo delle Esposizioni a Roma nell’ambito della X Quadriennale Nazionale d’Arte, gli interventi di Marisa Merz acquistano un carattere compiutamente ambientale nella serie di “stanze” che l’artista contestualmente realizza in spazi complementari: quello aperto e pubblico della galleria e quello sotterraneo e privato della cantina (1977) o del proprio studio (1979). Spazi che l’artista trasforma in un grande mosaico di cui lei stessa è la figura centrale e l’animatrice.</p>
<p>Questo movimento continuo dalla dimensione personale a quella pubblica, secondo un’oscillazione di forme e opere che di volta in volta trovano una loro specifica e sempre diversa dimensione espositiva, costituisce una delle chiavi di lettura principali del lavoro di Marisa Merz.</p>
<p>Da allora l’artista espone le proprie opere solo in occasione di importanti collettive, come la XXXIX Biennale di Venezia del 1980, dove è invitata da Herald Szeemann nell’esposizione <em>L’arte degli anni settanta</em>; <em>Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959</em>, curata al Centre Georges Pompidou di Parigi da Germano Celant nel 1981; <em>Avanguardia. Transavanguardia</em> curata da Achille Bonito Oliva a Palazzo delle Esposizioni a Roma (1982). A Documenta 7 a Kassel, nel 1982, Marisa Merz articola una piccola stanza parallelamente a Meret Oppenheim, inaugurando una modalità espositiva di tipo dialogico a cui ricorrerà più volte negli anni successivi.</p>
<p>Recentemente l’opera di Marisa Merz è stata oggetto di numerose mostre personali museali tra cui: il Museo MADRE di Napoli; lo Stedelijk Museum di Amsterdam; il Kunstmuseum di Winterthur (Svizzera); il Centre Georges Pompidou di Parigi.</p>
<p>Nel 2001 Marisa Merz ha ricevuto il Premio Biennale di Venezia alla carriera.</p>
<p>Recentemente il Centre Internationale d’Art et du Paysage, Ile de Vassivière le ha dedicato una mostra personale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/biografie/marisa-merz/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una domenica lunghissima</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/attivita/venerdi-1-luglio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=venerdi-1-luglio</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/attivita/venerdi-1-luglio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 07:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fmerz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Attività passate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=5305</guid>
		<description><![CDATA[Tre domeniche di laboratori per bambini e adulti a cura del Dipartimento Educazione della Fondazione Merz 1 &#8211; 8 &#8211; 15  aprile 2012 alle ore 16,30 Attività gratuita. Prenotazione obbligatoria. Ad aprile il Dipartimento Educazione propone una nuova edizione di Una domenica lunghissima, un ciclo di laboratori rivolti alle famiglie che si svolgerà negli spazi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Tre domeniche di laboratori per bambini e adulti</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">a cura del Dipartimento Educazione della Fondazione Merz</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>1 &#8211; 8 &#8211; 15  aprile 2012 alle ore 16,30</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">Attività gratuita. Prenotazione obbligatoria.</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><span id="more-5305"></span></p>
<p>Ad aprile il Dipartimento Educazione propone una nuova edizione di <strong>Una domenica lunghissima</strong>, un ciclo di laboratori rivolti alle famiglie che si svolgerà negli spazi espositivi della Fondazione Merz.</p>
<p>Per la prima volta i laboratori, solitamente riservati ai bambini, si aprono anche agli adulti, offrendo a tutti la possibilità di avvicinarsi all’arte contemporanea in modo piacevole e creativo.</p>
<p>L’obiettivo degli incontri è quello di proporre un’attività che possa essere facilmente ripetuta a casa.</p>
<p>In alternativa alla partecipazione al laboratorio con i bambini, gli adulti possono scegliere di visitare gratuitamente la mostra fotografica in corso <em>Josef Koudelka | Traces </em>accompagnati, se desiderano, dal personale di sala.</p>
<p>Gli incontri sono progettati per bambini di almeno 3 anni.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni:</p>
<p>Dipartimento Educazione Fondazione Merz</p>
<p>Tel. 011.197197929</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/attivita/venerdi-1-luglio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Disegnare disegnare ridisegnare il pensiero immagine che cammina</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/mostre-esposizioni/disegnare-disegnare-disegnare-ridisegnare-il-pensiero-immagine-che-cammina/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=disegnare-disegnare-disegnare-ridisegnare-il-pensiero-immagine-che-cammina</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/mostre-esposizioni/disegnare-disegnare-disegnare-ridisegnare-il-pensiero-immagine-che-cammina/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 15:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre Esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre Future]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=6126</guid>
		<description><![CDATA[MARISA MERZ disegnare disegnare ridisegnare il pensiero immagine che cammina 16 maggio – 16 settembre 2012 Dal 16 maggio al 16 settembre 2012 la Fondazione Merz presenta per la prima volta il lavoro di Marisa Merz con una grande mostra antologica. L’esposizione, ideata per lo spazio della Fondazione Merz, presenta una molteplicità di opere, sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MARISA MERZ<br />
disegnare disegnare ridisegnare il pensiero immagine che cammina</p>
<p>16 maggio – 16 settembre 2012</p>
<p><span id="more-6126"></span></p>
<div>
<p>Dal 16 maggio al 16 settembre 2012 la Fondazione Merz presenta per la prima volta il lavoro di Marisa Merz con una grande mostra antologica.<br />
L’esposizione, ideata per lo spazio della Fondazione Merz, presenta una molteplicità di opere, sia storiche, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, sia recenti e spesso inedite, installate sotto la guida acuta e meticolosa dell’artista, con l’intento di esprimere il carattere intimo e visionario della sua poetica.</p>
<p>Tutte le modalità espressive proprie dell’artista saranno presenti: disegno su diversi supporti, sculture in argilla cruda, tessiture di filo di rame e di nylon, oggetti trasformati dalla cera.</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/mostre-esposizioni/disegnare-disegnare-disegnare-ridisegnare-il-pensiero-immagine-che-cammina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Josef Koudelka</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/biografie/josef-koudelka/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=josef-koudelka</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/biografie/josef-koudelka/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 10:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=6087</guid>
		<description><![CDATA[Nasce nel 1938. Di origine ceca, naturalizzato francese, vive tra Parigi e Praga. Entra a far parte dell&#8217;agenzia Magnum Photos nel 1971. Dopo la laurea in ingegneria all’Università di Praga, trova lavoro come ingegnere aeronautico e allo stesso tempo si dedica alla fotografia, documentando gli spettacoli teatrali e le comunità gitane della Cecoslovacchia. Il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce nel 1938. Di origine ceca, naturalizzato francese, vive tra Parigi e Praga. Entra a far parte dell&#8217;agenzia Magnum Photos nel 1971.</p>
<p><span id="more-6087"></span>Dopo la laurea in ingegneria all’Università di Praga, trova lavoro come ingegnere aeronautico e allo stesso tempo si dedica alla fotografia, documentando gli spettacoli teatrali e le comunità gitane della Cecoslovacchia. Il suo reportage sull’invasione sovietica di Praga del 1968, presentato come “anonimo”, ottiene l’anno seguente la medaglia d’oro al premio Robert Capa. Le fotografie gli saranno attribuite solo sedici anni più tardi, dopo la morte del padre.</p>
<p>Nel 1970 chiede asilo politico all’Inghilterra, ma resta senza cittadinanza. Il Museum of Modern Art di New York gli dedica una personale nel 1975, anno di pubblicazione del libro “Gitans”, cui seguirà nel 1988 “Exils”.</p>
<p>Nel 1986 partecipa al progetto DATAR per la documentazione del paesaggio urbano e rurale in Francia. Inizia a utilizzare una macchina fotografica panoramica e nel 1990 ritorna per la prima volta in Cecoslovacchia, dove documenta uno dei paesaggi più devastati d’Europa Centrale: il “triangolo nero”. Dal suo impegno nel testimoniare l’impatto che l’uomo contemporaneo esercita sul territorio nasce nel 1999 “Chaos”.</p>
<p>Nel 2006 viene pubblicato in Francia e in altri sette Paesi il primo volume retrospettivo, curato da Robert Delpire. Nel 2008 il libro “Invasion Prague 68” esce in undici lingue. Nel 2011 vede la luce una nuova versione di “Gitans” che riprende la bozza originale del 1968. Nello stesso 2011 viene presentata per la prima volta a Mosca la mostra “Invasion Prague 68”.</p>
<p>Josef Koudelka è stato insignito di numerosi premi, tra cui il Grand Prix National de la Photographie (1987) e il premio Henri Cartier-Bresson (1991), in Francia, e l’ICP Infinity Award (2004). Nel 2002 è stato nominato Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura Francese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/biografie/josef-koudelka/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Comunicato stampa</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/press/comunicato-stampa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=comunicato-stampa</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/press/comunicato-stampa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 16:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fmerz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Press]]></category>
		<category><![CDATA[Press mostre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=5971</guid>
		<description><![CDATA[A partire dal 29 ottobre 2011 la Fondazione Merz ospiterà una grande mostra concepita da Simon Starling a cura di Maria Centonze. Per la prima volta in Italia l’artista si propone come regista di un progetto espositivo da lui concepito, che coniuga alcuni dei suoi lavori con le opere di Mario Merz, Sture Johannesson, James [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p>A partire dal 29 ottobre 2011 la Fondazione Merz ospiterà una grande mostra concepita da Simon Starling a cura di Maria Centonze. Per la prima volta in Italia l’artista si propone come regista di un progetto espositivo da lui concepito, che coniuga alcuni dei suoi lavori con le opere di Mario Merz, Sture Johannesson, James Nasmyth &amp; James Carpenter e Faivovich &amp; Goldberg.</p>
<p><span id="more-5971"></span>L’artista inglese analizza, attraverso generazioni di produzione artistica e di attività scientifica, l’evoluzione del rapporto dell’arte con la scienza nei secoli. “Le esplorazioni nei vari campi di interesse di Simon Starling confluiscono &#8211; come suggerisce la curatrice Maria Centonze – in uno spazio ibrido che costituisce una costante del suo lavoro. E’ uno spazio che assorbe dalla scienza, che si nutre della tecnologia, ma che tenta di ridefinire i confini delle cose e del pensiero al punto da creare microcosmi di idee, da mettere in relazione o in contrapposizione. Tutta la mostra si svolge come se le opere raccontando storie diverse, avessero un’unica costante che è quella di stabilire distanze illusorie, modificare tempo e spazio con mezzi empirici che restituiscono visioni di una possibile e non meno veritiera realtà”.</p>
<p>Alla Fondazione Merz Starling opera un’azione critica nei confronti della tecnologia, favorendo uno smantellameto delle sue stesse regole che conduce a una sorta di slittamento dai toni quasi poetici.<br />
In quest’ottica sono molteplici i punti di contatto con le opere degli artisti in mostra, in particolare con Mario Merz con il quale condivide, oltre a questo aspetto, anche il continuo desiderio di nomadismo.</p>
<p>Uno degli spunti da cui parte l’artista è il lavoro dei due astronomi dilettanti Carpenter e Nasmyth i quali, con un approccio speculativo, realizzarono una serie di disegni ottenuti dall’osservazione al telescopio della superficie lunare; disegni a loro volta utilizzati per costruire dei modellini fotografati, ottenendo quelle immagini così sorprendentemente poetiche dell’inarrivabile corpo celeste a cui fa riferimento il titolo della mostra.</p>
<p>Fatti e manipolazioni della storia sono anche l’argomento dell’opera recentemente completata Project for a Masquerade. Il video, proposto al piano interrato del museo, documenta le varie fasi di lavorazione di una serie di maschere giapponesi del Teatro del Noh appositamente create dal maestro Yasuo Mischi. Nel corso del video le maschere assumono i contorni somatici di noti personaggi internazionali, storici e di fantasia, coinvolti a vario titolo negli avvenimenti legati all’opera commissionata per ricordare il luogo d’origine del progetto della bomba atomica. Da qui l’analisi della scultura di Henry Moore Atom Piece/Nuclear Energy (1963) e della sua doppia identità: monumento celebrativo a Chicago e testimonianza della catastrofe umana al Museo di Hiroshima.</p>
<p>L’interesse di Starling sul rapporto tra finzione e realtà a partire dall’indagine scientifica, si sposta poi su El Mesón de Fierro degli argentini Faivovich &amp; Goldberg. Nel nuovo capitolo del loro ampio progetto A Guide to Campo Cielo, dedicato alla manipolazione di informazioni scientifico-culturali e su ciò che resta del passaggio di meteoriti di quattromila anni fa, i due giovani artisti su soffermano sull’ormai leggendario meteorite mancante El Meson de Fierro e sulle indagini e le congetture legate alla sua sparizione.</p>
<p>Negli spazi della Fondazione l’artista presenta 1,1,2 nuova opera concepita appositamente per la mostra che riprende opere come The Long Ton che indagano il rapporto tra materiali e dati, in riferimento diretto all’opera di Mario Merz Spostamenti della terra e della luna su un asse, per raccontare come le illusioni possano creare nuovi equilibri.</p>
</div>
<p>Si ringrazia la Galleria Franco Noero per la collaborazione. L’iniziativa rientra in<strong> <a href="http://www.contemporarytorinopiemonte.it/">ContemporaryArt</a></strong></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/press/comunicato-stampa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traces</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/mostre-esposizioni/26-dicembre-2011-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=26-dicembre-2011-2</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/mostre-esposizioni/26-dicembre-2011-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fmerz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre Esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre Passate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=4319</guid>
		<description><![CDATA[Josef Koudelka &#124;Traces 10 febbraio &#8211; 8 aprile 2012 prorogata fino al 15 aprile 2012 La Fondazione Merz ha il piacere di collaborare con la prestigiosa agenzia fotografica Magnum Photos con una mostra del grande fotografo Josef Koudelka intitolata Josef Koudelka / Traces . La Fondazione Merz e Magnum Photos, che da anni opera con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Josef Koudelka |Traces</p>
<p>10 febbraio &#8211; 8 aprile 2012</p>
<p><strong>prorogata fino al 15 aprile 2012</strong></p>
</div>
<p><span id="more-4319"></span>La Fondazione Merz ha il piacere di collaborare con la prestigiosa agenzia fotografica Magnum Photos con una mostra del grande fotografo Josef Koudelka intitolata Josef Koudelka / Traces .</p>
<p>La Fondazione Merz e Magnum Photos, che da anni opera con l’obiettivo di proteggere la trasparenza d’informazione e che ha prodotto alcuni tra i più importanti e drammatici reportage degli ultimi anni, hanno scelto di presentare il lavoro di Koudelka attraverso una selezione di 12 fotografie panoramiche di grande formato, tre video che raccontano i grandi progetti Invasion (1968), Gypsies (1975) e Chaos (1999) e infine una selezione dei più importanti libri pubblicati nel corso della sua carriera.</p>
<div><a href="http://www.magnumphotos.com/"><img src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAgEASABIAAD/4QbKRXhpZgAASUkqAAgAAAANAAABAwABAAAA6AMAAAEBAwABAAAA5gMAAAIBAwABAAAACAAAAAMBAwABAAAAAQAAAAYBAwABAAAAAQAAABIBAwABAAAAAQAAABUBAwABAAAAAQAAABoBBQABAAAAqgAAABsBBQABAAAAsgAAACgBAwABAAAAAgAAADEBAgAeAAAAugAAADIBAgAUAAAA2AAAAGmHBAABAAAA7AAAABgBAACA/AoAECcAAID8CgAQJwAAQWRvYmUgUGhvdG9zaG9wIENTNCBNYWNpbnRvc2gAMjAxMjowMTowNCAxNDo0NzowNQADAAGgAwABAAAA//8AAAKgBAABAAAAPAAAAAOgBAABAAAAPAAAAAAAAAAAAAYAAwEDAAEAAAAGAAAAGgEFAAEAAABmAQAAGwEFAAEAAABuAQAAKAEDAAEAAAACAAAAAQIEAAEAAAB2AQAAAgIEAAEAAABMBQAAAAAAAEgAAAABAAAASAAAAAEAAAD/2P/gABBKRklGAAECAABIAEgAAP/tAAxBZG9iZV9DTQAD/+4ADkFkb2JlAGSAAAAAAf/bAIQADAgICAkIDAkJDBELCgsRFQ8MDA8VGBMTFRMTGBEMDAwMDAwRDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAENCwsNDg0QDg4QFA4ODhQUDg4ODhQRDAwMDAwREQwMDAwMDBEMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwM/8AAEQgAPAA8AwEiAAIRAQMRAf/dAAQABP/EAT8AAAEFAQEBAQEBAAAAAAAAAAMAAQIEBQYHCAkKCwEAAQUBAQEBAQEAAAAAAAAAAQACAwQFBgcICQoLEAABBAEDAgQCBQcGCAUDDDMBAAIRAwQhEjEFQVFhEyJxgTIGFJGhsUIjJBVSwWIzNHKC0UMHJZJT8OHxY3M1FqKygyZEk1RkRcKjdDYX0lXiZfKzhMPTdePzRieUpIW0lcTU5PSltcXV5fVWZnaGlqa2xtbm9jdHV2d3h5ent8fX5/cRAAICAQIEBAMEBQYHBwYFNQEAAhEDITESBEFRYXEiEwUygZEUobFCI8FS0fAzJGLhcoKSQ1MVY3M08SUGFqKygwcmNcLSRJNUoxdkRVU2dGXi8rOEw9N14/NGlKSFtJXE1OT0pbXF1eX1VmZ2hpamtsbW5vYnN0dXZ3eHl6e3x//aAAwDAQACEQMRAD8A8qSSSSUpJJJJSkkkklKSSSSU/wD/0OG+qv1Yd9ZMnIx25LcU0VCxrntLg5z3sx6qtHN2epbaz3p8j6qXY/1Yr6/beA+y0V/Ytp3hrnXVMtc+fz7MS72bFV6N1rI6VVnNx691mVUxgtBINZrtqym28Hd76FsZf17dnZdtt/T2GizJxckYrXkMa3EbYPszfZ/N32XWW2JKQdR+o+fh5XTcOm5mTf1J/wBne1oLRTkj0zdiXO938y2+tznqF/1Z6d6gpwuqjIuGUzEsa6h9bSXv9F1uLZusbkV1P+nu9B6Pb/jA6tcN19NH2qnNZ1DGurrbVstbuF3qsqY37T9oZtZZ6rvU9iJb9dqq8R+Li9Pfj135dOe+p+Q6yprq3/aNuJS6pn2evIcff77UlIeq/Ui/p12e37Wy6nCx25NdzWEC0es3AurA3fon0ZPqMs/4tByfqjZj9R63gnJa49DpN7n7CBZDqmbGt3fo/wCfVi7665VvSuq4VuGDX1S+y6m4uM0C61mXdRWdv6Wt1tDP3FHP+uAzK+o31dPFPUeq1Np6hlixzmFgNbrDTjbB6Dr31V799tv/AAaSm3d/i3yKutYnTft9bqMml9tmXsIbUa9ospdXu3OfvuxmfS/7ULnf2S/9vfsX1Bv+1/Y/WjSfU+z+ps/6S37f8YWZe+4Nw2xkZdGSGhxLmin7P6uMx23dsyrMHGsf/UWD+1nf84P216Q3fbPtnoTpPqfaPS3x/Y3JKf/R836d1bK6bXlNxoa7Lq9F7yJIaSHP2z7ff9BC6fm2YGUMmtrXva2xga8bm/pGPpO5p9rv5xV0klNjqGa/Ozr82xrWPyHuscxv0QXHdDf5KsdY6zd1Z9b7a21+kHfRJOr3G1+r/o1Nc79DT9Cliz0klNl+fe/p9XTyT6NNr7miTy8VsjbOz2+l/wCCPR+ndZtwMTJxmVteMkEFxJEbmWY53Nb/ADrdl73MY/8Awv6RZ6SSm30nqL+mZ9eaxgsdXuG0mAQ5rqz/ANUh/az9u+27Gz6vrenrtnd6mz6XqbP7e9ASSU//0vKkkkklKSSSSUpJJJJSkkkklP8A/9n/7QwCUGhvdG9zaG9wIDMuMAA4QklNBAQAAAAAAA8cAVoAAxslRxwCAAACAHMAOEJJTQQlAAAAAAAQJpvEtXoFIoAQIETL+Q/XejhCSU0D7QAAAAAAEABIAAAAAQACAEgAAAABAAI4QklNBCYAAAAAAA4AAAAAAAAAAAAAP4AAADhCSU0EDQAAAAAABAAAAB44QklNBBkAAAAAAAQAAAAeOEJJTQPzAAAAAAAJAAAAAAAAAAABADhCSU0ECgAAAAAAAQAAOEJJTScQAAAAAAAKAAEAAAAAAAAAAjhCSU0D9AAAAAAAEgA1AAAAAQAtAAAABgAAAAAAAThCSU0D9wAAAAAAHAAA/////////////////////////////wPoAAA4QklNBAgAAAAAABAAAAABAAACQAAAAkAAAAAAOEJJTQQeAAAAAAAEAAAAADhCSU0EGgAAAAADSwAAAAYAAAAAAAAAAAAAADwAAAA8AAAACwBMAE8ARwBPACAATQBBAEcATgBVAE0AAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAEAAAAAAAAAAAAAADwAAAA8AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAEAAAAAEAAAAAAABudWxsAAAAAgAAAAZib3VuZHNPYmpjAAAAAQAAAAAAAFJjdDEAAAAEAAAAAFRvcCBsb25nAAAAAAAAAABMZWZ0bG9uZwAAAAAAAAAAQnRvbWxvbmcAAAA8AAAAAFJnaHRsb25nAAAAPAAAAAZzbGljZXNWbExzAAAAAU9iamMAAAABAAAAAAAFc2xpY2UAAAASAAAAB3NsaWNlSURsb25nAAAAAAAAAAdncm91cElEbG9uZwAAAAAAAAAGb3JpZ2luZW51bQAAAAxFU2xpY2VPcmlnaW4AAAANYXV0b0dlbmVyYXRlZAAAAABUeXBlZW51bQAAAApFU2xpY2VUeXBlAAAAAEltZyAAAAAGYm91bmRzT2JqYwAAAAEAAAAAAABSY3QxAAAABAAAAABUb3AgbG9uZwAAAAAAAAAATGVmdGxvbmcAAAAAAAAAAEJ0b21sb25nAAAAPAAAAABSZ2h0bG9uZwAAADwAAAADdXJsVEVYVAAAAAEAAAAAAABudWxsVEVYVAAAAAEAAAAAAABNc2dlVEVYVAAAAAEAAAAAAAZhbHRUYWdURVhUAAAAAQAAAAAADmNlbGxUZXh0SXNIVE1MYm9vbAEAAAAIY2VsbFRleHRURVhUAAAAAQAAAAAACWhvcnpBbGlnbmVudW0AAAAPRVNsaWNlSG9yekFsaWduAAAAB2RlZmF1bHQAAAAJdmVydEFsaWduZW51bQAAAA9FU2xpY2VWZXJ0QWxpZ24AAAAHZGVmYXVsdAAAAAtiZ0NvbG9yVHlwZWVudW0AAAARRVNsaWNlQkdDb2xvclR5cGUAAAAATm9uZQAAAAl0b3BPdXRzZXRsb25nAAAAAAAAAApsZWZ0T3V0c2V0bG9uZwAAAAAAAAAMYm90dG9tT3V0c2V0bG9uZwAAAAAAAAALcmlnaHRPdXRzZXRsb25nAAAAAAA4QklNBCgAAAAAAAwAAAACP/AAAAAAAAA4QklNBBEAAAAAAAEBADhCSU0EFAAAAAAABAAAAAE4QklNBAwAAAAABWgAAAABAAAAPAAAADwAAAC0AAAqMAAABUwAGAAB/9j/4AAQSkZJRgABAgAASABIAAD/7QAMQWRvYmVfQ00AA//uAA5BZG9iZQBkgAAAAAH/2wCEAAwICAgJCAwJCQwRCwoLERUPDAwPFRgTExUTExgRDAwMDAwMEQwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwBDQsLDQ4NEA4OEBQODg4UFA4ODg4UEQwMDAwMEREMDAwMDAwRDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDP/AABEIADwAPAMBIgACEQEDEQH/3QAEAAT/xAE/AAABBQEBAQEBAQAAAAAAAAADAAECBAUGBwgJCgsBAAEFAQEBAQEBAAAAAAAAAAEAAgMEBQYHCAkKCxAAAQQBAwIEAgUHBggFAwwzAQACEQMEIRIxBUFRYRMicYEyBhSRobFCIyQVUsFiMzRygtFDByWSU/Dh8WNzNRaisoMmRJNUZEXCo3Q2F9JV4mXys4TD03Xj80YnlKSFtJXE1OT0pbXF1eX1VmZ2hpamtsbW5vY3R1dnd4eXp7fH1+f3EQACAgECBAQDBAUGBwcGBTUBAAIRAyExEgRBUWFxIhMFMoGRFKGxQiPBUtHwMyRi4XKCkkNTFWNzNPElBhaisoMHJjXC0kSTVKMXZEVVNnRl4vKzhMPTdePzRpSkhbSVxNTk9KW1xdXl9VZmdoaWprbG1ub2JzdHV2d3h5ent8f/2gAMAwEAAhEDEQA/APKkkkklKSSSSUpJJJJSkkkklP8A/9Dhvqr9WHfWTJyMduS3FNFQsa57S4Oc97MeqrRzdnqW2s96fI+ql2P9WK+v23gPstFf2Lad4a511TLXPn8+zEu9mxVejdayOlVZzcevdZlVMYLQSDWa7asptvB3e+hbGX9e3Z2Xbbf09hosycXJGK15DGtxG2D7M32fzd9l1ltiSkHUfqPn4eV03DpuZk39Sf8AZ3taC0U5I9M3Ylzvd/Mtvrc56hf9WeneoKcLqoyLhlMxLGuofW0l7/Rdbi2brG5FdT/p7vQej2/4wOrXDdfTR9qpzWdQxrq621bLW7hd6rKmN+0/aGbWWeq71PYiW/XaqvEfi4vT349d+XTnvqfkOsqa6t/2jbiUuqZ9nryHH3++1JSHqv1Iv6ddnt+1supwsduTXc1hAtHrNwLqwN36J9GT6jLP+LQcn6o2Y/Uet4JyWuPQ6Te5+wgWQ6pmxrd36P8An1Yu+uuVb0rquFbhg19UvsupuLjNAutZl3UVnb+lrdbQz9xRz/rgMyvqN9XTxT1HqtTaeoZYsc5hYDW6w042weg699Ve/fbb/wAGkpt3f4t8irrWJ037fW6jJpfbZl7CG1GvaLKXV7tzn77sZn0v+1C539kv/b37F9Qb/tf2P1o0n1Ps/qbP+kt+3/GFmXvuDcNsZGXRkhocS5op+z+rjMdt3bMqzBxrH/1Fg/tZ3/OD9tekN32z7Z6E6T6n2j0t8f2NySn/0fN+ndWyum15TcaGuy6vRe8iSGkhz9s+33/QQun5tmBlDJra172tsYGvG5v6Rj6Tuafa7+cVdJJTY6hmvzs6/Nsa1j8h7rHMb9EFx3Q3+SrHWOs3dWfW+2ttfpB30STq9xtfq/6NTXO/Q0/QpYs9JJTZfn3v6fV08k+jTa+5ok8vFbI2zs9vpf8Agj0fp3WbcDEycZlbXjJBBcSRG5lmOdzW/wA63Ze9zGP/AML+kWekkpt9J6i/pmfXmsYLHV7htJgEOa6s/wDVIf2s/bvtuxs+r63p67Z3eps+l6mz+3vQEklP/9LypJJJJSkkkklKSSSSUpJJJJT/AP/ZOEJJTQQhAAAAAABVAAAAAQEAAAAPAEEAZABvAGIAZQAgAFAAaABvAHQAbwBzAGgAbwBwAAAAEwBBAGQAbwBiAGUAIABQAGgAbwB0AG8AcwBoAG8AcAAgAEMAUwA0AAAAAQA4QklND6AAAAAAAQxtYW5pSVJGUgAAAQA4QklNQW5EcwAAAOAAAAAQAAAAAQAAAAAAAG51bGwAAAADAAAAAEFGU3Rsb25nAAAAAAAAAABGckluVmxMcwAAAAFPYmpjAAAAAQAAAAAAAG51bGwAAAACAAAAAEZySURsb25nUjE6DwAAAABGckdBZG91YkA+AAAAAAAAAAAAAEZTdHNWbExzAAAAAU9iamMAAAABAAAAAAAAbnVsbAAAAAQAAAAARnNJRGxvbmcAAAAAAAAAAEFGcm1sb25nAAAAAAAAAABGc0ZyVmxMcwAAAAFsb25nUjE6DwAAAABMQ250bG9uZwAAAAAAADhCSU1Sb2xsAAAACAAAAAAAAAAAOEJJTQ+hAAAAAAAcbWZyaQAAAAIAAAAQAAAAAQAAAAAAAAABAAAAADhCSU0EBgAAAAAABwAFAAAAAQEA/+EVe2h0dHA6Ly9ucy5hZG9iZS5jb20veGFwLzEuMC8APD94cGFja2V0IGJlZ2luPSLvu78iIGlkPSJXNU0wTXBDZWhpSHpyZVN6TlRjemtjOWQiPz4gPHg6eG1wbWV0YSB4bWxuczp4PSJhZG9iZTpuczptZXRhLyIgeDp4bXB0az0iQWRvYmUgWE1QIENvcmUgNC4yLjItYzA2MyA1My4zNTI2MjQsIDIwMDgvMDcvMzAtMTg6MDU6NDEgICAgICAgICI+IDxyZGY6UkRGIHhtbG5zOnJkZj0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMTk5OS8wMi8yMi1yZGYtc3ludGF4LW5zIyI+IDxyZGY6RGVzY3JpcHRpb24gcmRmOmFib3V0PSIiIHhtbG5zOnhtcD0iaHR0cDovL25zLmFkb2JlLmNvbS94YXAvMS4wLyIgeG1sbnM6ZGM9Imh0dHA6Ly9wdXJsLm9yZy9kYy9lbGVtZW50cy8xLjEvIiB4bWxuczpwaG90b3Nob3A9Imh0dHA6Ly9ucy5hZG9iZS5jb20vcGhvdG9zaG9wLzEuMC8iIHhtbG5zOnhtcE1NPSJodHRwOi8vbnMuYWRvYmUuY29tL3hhcC8xLjAvbW0vIiB4bWxuczpzdEV2dD0iaHR0cDovL25zLmFkb2JlLmNvbS94YXAvMS4wL3NUeXBlL1Jlc291cmNlRXZlbnQjIiB4bWxuczpzdFJlZj0iaHR0cDovL25zLmFkb2JlLmNvbS94YXAvMS4wL3NUeXBlL1Jlc291cmNlUmVmIyIgeG1sbnM6eG1wUmlnaHRzPSJodHRwOi8vbnMuYWRvYmUuY29tL3hhcC8xLjAvcmlnaHRzLyIgeG1sbnM6dGlmZj0iaHR0cDovL25zLmFkb2JlLmNvbS90aWZmLzEuMC8iIHhtbG5zOmV4aWY9Imh0dHA6Ly9ucy5hZG9iZS5jb20vZXhpZi8xLjAvIiB4bXA6Q3JlYXRlRGF0ZT0iMjAwNy0xMS0xNlQxODowMzowMyswMTowMCIgeG1wOk1vZGlmeURhdGU9IjIwMTItMDEtMDRUMTQ6NDc6MDUrMDE6MDAiIHhtcDpNZXRhZGF0YURhdGU9IjIwMTItMDEtMDRUMTQ6NDc6MDUrMDE6MDAiIHhtcDpDcmVhdG9yVG9vbD0iQWRvYmUgUGhvdG9zaG9wIENTMyBNYWNpbnRvc2giIGRjOmZvcm1hdD0iaW1hZ2UvanBlZyIgcGhvdG9zaG9wOkNvbG9yTW9kZT0iMSIgeG1wTU06SW5zdGFuY2VJRD0ieG1wLmlpZDowMjgwMTE3NDA3MjA2ODExOEE2REQ4QzRFQzE1NkRBRSIgeG1wTU06RG9jdW1lbnRJRD0idXVpZDo1MUI2RkRFRDk2MDAxMURDQUEyRUMyMUM5QjIwRURBNyIgeG1wTU06T3JpZ2luYWxEb2N1bWVudElEPSJ1dWlkOjUxQjZGREVEOTYwMDExRENBQTJFQzIxQzlCMjBFREE3IiB4bXBSaWdodHM6TWFya2VkPSJGYWxzZSIgdGlmZjpJbWFnZVdpZHRoPSIxMDAwIiB0aWZmOkltYWdlTGVuZ3RoPSI5OTgiIHRpZmY6Q29tcHJlc3Npb249IjEiIHRpZmY6UGhvdG9tZXRyaWNJbnRlcnByZXRhdGlvbj0iMSIgdGlmZjpPcmllbnRhdGlvbj0iMSIgdGlmZjpTYW1wbGVzUGVyUGl4ZWw9IjEiIHRpZmY6WFJlc29sdXRpb249IjcyMDAwMC8xMDAwMCIgdGlmZjpZUmVzb2x1dGlvbj0iNzIwMDAwLzEwMDAwIiB0aWZmOlJlc29sdXRpb25Vbml0PSIyIiB0aWZmOk5hdGl2ZURpZ2VzdD0iMjU2LDI1NywyNTgsMjU5LDI2MiwyNzQsMjc3LDI4NCw1MzAsNTMxLDI4MiwyODMsMjk2LDMwMSwzMTgsMzE5LDUyOSw1MzIsMzA2LDI3MCwyNzEsMjcyLDMwNSwzMTUsMzM0MzI7OTdEMEYwMERDQTUzRjZBNjA1QThGMEREMzNCOUMzMzciIGV4aWY6Q29sb3JTcGFjZT0iNjU1MzUiIGV4aWY6UGl4ZWxYRGltZW5zaW9uPSI2MCIgZXhpZjpQaXhlbFlEaW1lbnNpb249IjYwIiBleGlmOk5hdGl2ZURpZ2VzdD0iMzY4NjQsNDA5NjAsNDA5NjEsMzcxMjEsMzcxMjIsNDA5NjIsNDA5NjMsMzc1MTAsNDA5NjQsMzY4NjcsMzY4NjgsMzM0MzQsMzM0MzcsMzQ4NTAsMzQ4NTIsMzQ4NTUsMzQ4NTYsMzczNzcsMzczNzgsMzczNzksMzczODAsMzczODEsMzczODIsMzczODMsMzczODQsMzczODUsMzczODYsMzczOTYsNDE0ODMsNDE0ODQsNDE0ODYsNDE0ODcsNDE0ODgsNDE0OTIsNDE0OTMsNDE0OTUsNDE3MjgsNDE3MjksNDE3MzAsNDE5ODUsNDE5ODYsNDE5ODcsNDE5ODgsNDE5ODksNDE5OTAsNDE5OTEsNDE5OTIsNDE5OTMsNDE5OTQsNDE5OTUsNDE5OTYsNDIwMTYsMCwyLDQsNSw2LDcsOCw5LDEwLDExLDEyLDEzLDE0LDE1LDE2LDE3LDE4LDIwLDIyLDIzLDI0LDI1LDI2LDI3LDI4LDMwOzRENjRBODIzNjEwRDJBQjNGQkYwQzE3M0FDMzI2MkM5Ij4gPHhtcE1NOkhpc3Rvcnk+IDxyZGY6U2VxPiA8cmRmOmxpIHN0RXZ0OmFjdGlvbj0ic2F2ZWQiIHN0RXZ0Omluc3RhbmNlSUQ9InhtcC5paWQ6NjVFMDUwN0ZEMjhBRTAxMUFEMDNEM0Q5MEM0QTA5QjciIHN0RXZ0OndoZW49IjIwMTEtMDUtMzBUMTc6MzU6NTArMDI6MDAiIHN0RXZ0OnNvZnR3YXJlQWdlbnQ9IkFkb2JlIFBob3Rvc2hvcCBDUzUgV2luZG93cyIgc3RFdnQ6Y2hhbmdlZD0iLyIvPiA8cmRmOmxpIHN0RXZ0OmFjdGlvbj0iY29udmVydGVkIiBzdEV2dDpwYXJhbWV0ZXJzPSJmcm9tIGltYWdlL3RpZmYgdG8gaW1hZ2UvanBlZyIvPiA8cmRmOmxpIHN0RXZ0OmFjdGlvbj0iZGVyaXZlZCIgc3RFdnQ6cGFyYW1ldGVycz0iY29udmVydGVkIGZyb20gaW1hZ2UvdGlmZiB0byBpbWFnZS9qcGVnIi8+IDxyZGY6bGkgc3RFdnQ6YWN0aW9uPSJzYXZlZCIgc3RFdnQ6aW5zdGFuY2VJRD0ieG1wLmlpZDo2NkUwNTA3RkQyOEFFMDExQUQwM0QzRDkwQzRBMDlCNyIgc3RFdnQ6d2hlbj0iMjAxMS0wNS0zMFQxNzozNTo1MCswMjowMCIgc3RFdnQ6c29mdHdhcmVBZ2VudD0iQWRvYmUgUGhvdG9zaG9wIENTNSBXaW5kb3dzIiBzdEV2dDpjaGFuZ2VkPSIvIi8+IDxyZGY6bGkgc3RFdnQ6YWN0aW9uPSJzYXZlZCIgc3RFdnQ6aW5zdGFuY2VJRD0ieG1wLmlpZDowMTgwMTE3NDA3MjA2ODExOEE2REQ4QzRFQzE1NkRBRSIgc3RFdnQ6d2hlbj0iMjAxMi0wMS0wNFQxNDo0NzowNSswMTowMCIgc3RFdnQ6c29mdHdhcmVBZ2VudD0iQWRvYmUgUGhvdG9zaG9wIENTNCBNYWNpbnRvc2giIHN0RXZ0OmNoYW5nZWQ9Ii8iLz4gPHJkZjpsaSBzdEV2dDphY3Rpb249InNhdmVkIiBzdEV2dDppbnN0YW5jZUlEPSJ4bXAuaWlkOjAyODAxMTc0MDcyMDY4MTE4QTZERDhDNEVDMTU2REFFIiBzdEV2dDp3aGVuPSIyMDEyLTAxLTA0VDE0OjQ3OjA1KzAxOjAwIiBzdEV2dDpzb2Z0d2FyZUFnZW50PSJBZG9iZSBQaG90b3Nob3AgQ1M0IE1hY2ludG9zaCIgc3RFdnQ6Y2hhbmdlZD0iLyIvPiA8L3JkZjpTZXE+IDwveG1wTU06SGlzdG9yeT4gPHhtcE1NOkRlcml2ZWRGcm9tIHN0UmVmOmluc3RhbmNlSUQ9InhtcC5paWQ6NjVFMDUwN0ZEMjhBRTAxMUFEMDNEM0Q5MEM0QTA5QjciIHN0UmVmOmRvY3VtZW50SUQ9InV1aWQ6NTFCNkZERUQ5NjAwMTFEQ0FBMkVDMjFDOUIyMEVEQTciIHN0UmVmOm9yaWdpbmFsRG9jdW1lbnRJRD0idXVpZDo1MUI2RkRFRDk2MDAxMURDQUEyRUMyMUM5QjIwRURBNyIvPiA8dGlmZjpCaXRzUGVyU2FtcGxlPiA8cmRmOlNlcT4gPHJkZjpsaT44PC9yZGY6bGk+IDwvcmRmOlNlcT4gPC90aWZmOkJpdHNQZXJTYW1wbGU+IDwvcmRmOkRlc2NyaXB0aW9uPiA8L3JkZjpSREY+IDwveDp4bXBtZXRhPiAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAgIDw/eHBhY2tldCBlbmQ9InciPz7/7gAOQWRvYmUAZAAAAAAA/9sAQwAEAwMDAwMEAwMEBgQDBAYHBQQEBQcIBgYHBgYICggJCQkJCAoKDAwMDAwKDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwMDAwM/8AACwgAPAA8AQERAP/dAAQACP/EANIAAAAHAQEBAQEAAAAAAAAAAAQFAwIGAQAHCAkKCxAAAgEDAwIEAgYHAwQCBgJzAQIDEQQABSESMUFRBhNhInGBFDKRoQcVsUIjwVLR4TMWYvAkcoLxJUM0U5KismNzwjVEJ5OjszYXVGR0w9LiCCaDCQoYGYSURUaktFbTVSga8uPzxNTk9GV1hZWltcXV5fVmdoaWprbG1ub2N0dXZ3eHl6e3x9fn9zhIWGh4iJiouMjY6PgpOUlZaXmJmam5ydnp+So6SlpqeoqaqrrK2ur6/9oACAEBAAA/APABys2bNmzHNn//0Pn/AJs2bNmzZs//0fK35afkhd/mV5F85ecbPWorK68qJyttIkgaSTUJBaXN68ccgcBGEVpKwqrcqYO81f8AOPGueXPL35d6naapFqmvfmDPFZw6DFC0ctldXUFrcQRSSFiGZo7yFjRV48sGat/zjZqlp+aOk/l9o/mSx1XRtWsJ9Yi83KkkVgljp/rrfSMoLtWB7WZOI3chenPEdE/I7yt5v8yeVNE8nefBe23mW9uLCSW/0i40+6tfq8DXAuBAZZVlhcIQrLMG5fCyDBUf/OM+qnXJtHfzBb+ifM/l7y1p1/HA0kN3Z+ao5J7PUY/jH7sxIr+n1+LjzBXCPy3+R135jTzE0WtRQf4f8z6T5SYNAzetJrF3NaLOKOOKoYeRTflX7Qye2n/OH+rXX5ka15G/xZaJpGmabb6jZ+YzayGK9ku3eKO3SH1OSuZILlTVtvq7nPNOf//S8pflh+cmq/lpo7WWn6Ql/EvmDS9fuJpJGSN49PiubeSzkUIw4XMdy6MxOw/ZbJXF/wA5O6s+v2HmJvLVvcanpGua55l0hTMzQW93rNrDZ2aen6RrHYiGMxL/ALs4op44ja/85R+Zkk8q3mo6BpVzqflabVIVa3t4tOs7rRtchEd3YS2tnHEgDMXlEynkHcnie5paf85Nw+WB5L0nQfKV5DpHkfVrrWLTT9a1qbUZQbuza0+qxO1tF6MEYbmiBW+Ll/McJbL/AJyL80aP+XPlLygNDh/S/lXWNO1rSPM9wzmSWDRZZ57O1kiKgSRxNcuFb1P7shMfc/n7YWiyT+T/ACSNFttR80ad5u8zGXUJb5bq802Z7mG1gZoYxbw83kah9aX/AIsKrhxp/wDzlh5hiu9HdfLUFxHo+uav5gaNZ3Ek8Goi+eG1kkEZb07RtRuXQ715/ZTPOWf/0/E2lee9b0TyfrXkvTjHFpuvzQS6lLxDSvHbhuMQLVCqWIYlfi+HrSuK/l75+1D8utak1vTbO1vbiSOKExXsYmiCw3lveV4tUVJtwteq8uS0cK2FGl67caT5ks/M0EMUt3Y3seoxQTKXhaSGUShXWtSpIoRXpg3zp5tuPOesJqtxbi39G2gsokMj3Epjtk4K0s0pLySHu7fLoMQ1rzRqeu6VoOkX0jPbeXrSSxsw0juOEtzLcV4sxCkerw+ED4ETww3sfzEv7HyFe+Q0s4WtbxpOV0WcEJNNbTsTGDwaQNaoElI5JG0iftfCl+X/AJ8uvIGo3+oWtlFf/pCxl0+WCd3ROEro9T6ZBIqg2BU+DKd8iWf/1Pn/AJs2bNmzZs//1fn/AJs2bNmzZs//1vn/AJs2bbNm2zZs/9k=" alt="" /></a></div>
<p><strong><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"><br />
</span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/mostre-esposizioni/26-dicembre-2011-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The inaccessible poem</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/pubblicazioni/the-inaccessible-poem/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-inaccessible-poem</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/pubblicazioni/the-inaccessible-poem/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 16:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fmerz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=5806</guid>
		<description><![CDATA[Il libro pubblicato in occasione della mostra The Inaccessible Poem di Simon Starling alla Fondazione Merz dal 29 ottobre 2011 al 15 gennaio 2012. L&#8217;evento espositivo vede l&#8217;artista inglese impegnato in veste curatoriale. Starling stabilisce un circuito di dialogo tra i soggetti che compongono la mostra, in perfetta coerenza con ciò che egli ha teorizzato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro pubblicato in occasione della mostra The Inaccessible Poem di Simon Starling alla Fondazione Merz dal 29 ottobre 2011 al 15 gennaio 2012.</p>
<p><span id="more-5806"></span>L&#8217;evento espositivo vede l&#8217;artista inglese impegnato in veste curatoriale. Starling stabilisce un circuito di dialogo tra i soggetti che compongono la mostra, in perfetta coerenza con ciò che egli ha teorizzato, ovvero la necessità di creare &#8220;costellazioni di idee e di fissarle in un&#8217;orbita reciproca&#8221;. Non vi sono, quindi, opere di un artista soltanto, ma un insieme di lavori provenienti da esperienze totalmente diverse tra loro, la cui relazione sta proprio nel modo empirico di affrontare la scienza e la conoscenza, di suggerire deviazioni poetiche o digressioni ironiche: inalterate visioni di un mondo che continua ad avere intelligenza e prospettive. Il progetto espositivo da lui concepito coniuga infatti alcuni dei suoi lavori con le opere di Mario Merz, Sture Johannesson, James Nasmyth e James Carpenter, Faivovich &amp; Goldberg. Simon Starling ha concepito la composizione espositiva alla Fondazione Merz come un incontro tra artisti che per provenienza e generazione sembrano molto lontani tra loro. E lo sono realmente. Ma proprio la distanza appare l&#8217;elemento di maggiore unione. La relazione tra tutti i soggetti che compongono l&#8217;allestimento riporta a ciò che Starling definisce &#8220;orchestrated collisions&#8221;: una galassia in cui possono avvenire strane alchimie, vivere anime differenti che, attraverso le proprie peculiarità, disegnano nuovi modi di condurre il gioco della conoscenza scientifica o della sperimentazione tecnologica. L&#8217;artista tenta così di creare, in maniera non programmatica, equilibri che avvicinino fenomeni distanti tra loro, sganciandosi dall&#8217;ortodossia accademica. Starling opera un&#8217;azione critica nei confronti della tecnologia, favorendo uno smantellameto delle sue stesse regole che conduce a una sorta di slittamento dai toni quasi poetici. In quest&#8217;ottica sono molteplici i punti di contatto con le opere degli artisti in mostra, in particolare con Mario Merz con il quale condivide, oltre a questo aspetto, anche il continuo desiderio di nomadismo. testi di Maria Centonze, Guillermo Faivovich, Nicolas Goldberg, Jacob Lillemose, Hernan Pruden, Simon Starling con opere di Faivovich &amp; Goldberg, Sture Johannesson, Mario Merz, James Nasmyth e James Carpenter, Simon Starling</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/pubblicazioni/the-inaccessible-poem/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il teatro delle cose</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/attivita/il-teatro-delle-cose/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-teatro-delle-cose</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/attivita/il-teatro-delle-cose/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Attività passate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=6151</guid>
		<description><![CDATA[Venerdì 4 novembre 2011 dalle 11 alle 18 Il Dipartimento Educazione della Fondazione Merz è presente ad Artissima nell’ambito del progetto Zonate Il Dipartimento Educazione della Fondazione Merz contribuisce alla seconda edizione di Zonarte con il progetto Il Teatro delle Cose, un percorso di formazione sui linguaggi del teatro e della performance condotto dagli attori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Venerdì 4 novembre 2011 dalle 11 alle 18</p>
<p>Il Dipartimento Educazione della Fondazione Merz è presente ad Artissima nell’ambito del progetto Zonate</p>
<p><span id="more-6151"></span></p>
<p>Il Dipartimento Educazione della Fondazione Merz contribuisce alla seconda edizione di Zonarte con il progetto Il Teatro delle Cose, un percorso di formazione sui linguaggi del teatro e della performance condotto dagli attori Manuela Lo Sicco e Sabino Civilleri. Ad Artissima verranno presentati gli esiti dell’esperienza, attraverso una sessione di <em>laboratorio aperto</em> alla quale il pubblico sarà invitato ad assistere e che vuole essere un’ occasione per riflettere sulla capacità degli oggetti di raccogliere storie, emozioni e idee che raccontano il nostro rapporto con il mondo. Iniziativa nell’ambito di <a href="http://www.contemporarytorinopiemonte.it/"><strong>ContemporaryArt</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/attivita/il-teatro-delle-cose/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Salone internazionale del libro di Torino</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/attivita/fiera-internazionale-del-libro-di-torino/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fiera-internazionale-del-libro-di-torino</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/attivita/fiera-internazionale-del-libro-di-torino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 15:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Attività passate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=6180</guid>
		<description><![CDATA[Il Dipartimento Educativo della Fondazione Merz partecipa dal 2006 alle attività per bambini e ragazzi previste negli spazi del Salone Internazionale del Libro di Torino con una serie di laboratori e attività che prendono spunto dal tema dell&#8217;edizione in corso. - 2010 La memoria - 2009 Transiti Il Dipartimento Educativo ha partecipato con una serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dipartimento Educativo della Fondazione Merz partecipa dal 2006 alle attività per bambini e ragazzi previste negli spazi del <a href="http://www.fieralibro.it/"><strong>Salone</strong><strong> Internazionale del Libro</strong></a> di Torino con una serie di laboratori e attività che prendono spunto dal tema dell&#8217;edizione in corso.</p>
<p><span id="more-6180"></span><strong>- 2010<em> La memoria</em></strong><em><strong></strong></em> <strong></strong></p>
<p><strong>- 2009</strong><em><strong> Transiti</strong></em></p>
<p>Il Dipartimento Educativo ha partecipato con una serie di attività didattiche per il pubblico del <strong>Bookstock Village</strong>. I laboratori d’arte della Fondazione Merz intitolati <strong><em>Transiti</em></strong>, sono stati ispirati alla parola chiave dell’edizione 2009 del Bookstock Village,  <em>La Strada</em>, intesa come luogo fisico e come metafora.</p>
<p><strong>- 2008<em> La Bellezza</em></strong> <strong></strong></p>
<p><strong>- 2007 <em>Venti, senza confini</em></strong></p>
<p>Per il secondo anno consecutivo le attività del Dipartimento Educativo sono state ospitate nella cornice del Salone Internazionale del Libro in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. Nell&#8217;allestimento scenografico del <em>Bookstock Village</em> sono stati realizzati laboratori che nati dalle suggestioni sul tema centrale della Fiera 2007: <em>i confini</em>.</p>
<p><strong>- 2006 <em>L&#8217;avventura continua</em></strong></p>
<p>Attività didattiche per il pubblico dello <em>Spazio Ragazzi</em>, in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/attivita/fiera-internazionale-del-libro-di-torino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pinacoteca a cielo aperto</title>
		<link>http://fondazionemerz.org/attivita/pinacoteca-a-cielo-aperto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pinacoteca-a-cielo-aperto</link>
		<comments>http://fondazionemerz.org/attivita/pinacoteca-a-cielo-aperto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 14:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Attività passate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fondazionemerz.org/?p=6171</guid>
		<description><![CDATA[Dal 2006 il Dipartimento Educativo della Fondazione Merz aderisce al progetto della Città di Moncalieri denominato “Pinacoteca a cielo aperto. Promozione Arte Ragazzi” che coinvolge gli alunni delle scuole di Moncalieri, La Loggia e Vinovo e che è giunto alla sua undicesima edizione. Le attività del Settore Ragazzi di Pinacoteca a cielo aperto si concludono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2006 il Dipartimento Educativo della Fondazione Merz aderisce al progetto della Città di Moncalieri denominato “<a href="http://share.dschola.it/primo.moncalieri/pinacotecaTerritoriale/default.aspx"><strong>Pinacoteca a cielo aperto. Promozione Arte Ragazzi</strong></a>” che coinvolge gli alunni delle scuole di Moncalieri, La Loggia e Vinovo e che è giunto alla sua undicesima edizione.</p>
<p><span id="more-6171"></span>Le attività del Settore Ragazzi di <strong><em>Pinacoteca a cielo aperto</em></strong> si concludono ogni anno con una grande manifestazione in Piazza Vittorio Emanuele II a Moncalieri, dove vengono presentati i lavori dei bambini e dei ragazzi che hanno partecipato durante l’anno ai percorsi didattici realizzati dai dipartimenti educativi della Fondazione Merz e del Castello di Rivoli. <strong></strong></p>
<p><strong>- 2006 <em>Arte, Segno, Simbolo e Scrittura</em></strong></p>
<p>Progetti didattici e corso di formazione per gli insegnanti delle Scuole di Moncalieri aderenti al progetto <em>Pinacoteca a Cielo Aperto</em>, in collaborazione con l&#8217;Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, il<em> Laboratorio Tablò</em> e il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea.</p>
<p><strong>- 2007 <em>Libro d&#8217;artista</em></strong></p>
<p>Come per il 2006, ma con un tema differente, il Dipartimento Educatico collabora con il Comune di Moncalieri nell&#8217;organizzazione di progetti didattici, di corsi di formazione per gli insegnanti e di un convegno di studi dal titolo <strong><em>Book as Artwork</em></strong>. Nell&#8217;evento finale, tenutosi domenica 13 maggio, a Moncalieri, Piazza Vittorio si è trasformata in un libro grande come un labirinto, un percorso da sperimentare con tutto il corpo e con tutti i sensi. Mentre via San Martino è stata, invece, lo scenario della <strong><em>grande azione di pittura collettiva</em></strong> curata dai dipartimenti educativi della Fondazione Merz e del Castello di Rivoli. <strong></strong></p>
<p><strong>- 2008 <em>Guardare oltre</em></strong> <strong>- 2009 <em>Il viaggio</em></strong></p>
<p>Il Dipartimento Educativo della Fondazione Merz aderisce al progetto della Città di Moncalieri  che ha coinvolto gli alunni delle scuole di Moncalieri, La Loggia e Vinovo e che è stato giunto alla sua undicesima edizione. Il tema del 2009 di <em>Pinacoteca a cielo aperto</em> è <strong><em>Il Viaggio</em></strong>. <strong></strong></p>
<p><strong>- 2010 <em>Il grande disegno della terra</em></strong></p>
<p>Geografie contemporanee: visioni inedite della terra e dalla terra pee configurare nuovi mondi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fondazionemerz.org/attivita/pinacoteca-a-cielo-aperto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Database Caching 10/19 queries in 0.007 seconds using disk: basic
Object Caching 928/956 objects using disk: basic

Served from: fondazionemerz.org @ 2012-05-17 18:29:47 -->
