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	<title>Fondazione Merz</title>
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		<title>Note, backstages, sketches, libri per un’opera</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 14:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un progetto espostivo parte dell’iniziativa Dall’idea al chiodo promosso dal Salone Internazionale del Libro 2013 Dal 16 maggio 2013 Note, backstages, sketches, libri per un’opera è un progetto che presenta un aspetto particolare e inedito del lavoro degli artisti che nel corso degli anni hanno esposto negli spazi della Fondazione Merz; racconta le fasi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un progetto espostivo parte dell’iniziativa Dall’idea al chiodo promosso dal Salone Internazionale del Libro 2013</p>
<p>Dal 16 maggio 2013<br />
<span id="more-7331"></span></p>
<p>Note, backstages, sketches, libri per un’opera è un progetto che presenta un aspetto particolare e inedito del lavoro degli artisti che nel corso degli anni hanno esposto negli spazi della Fondazione Merz; racconta le fasi che conducono all’ideazione di una mostra, la costruzione del pensiero dalla crescita allo sviluppo del progetto.<br />
I materiali esposti &#8211; schizzi, fotografie, video, appunti, disegni, taccuini, libri – provengono direttamente dagli studi degli artisti, dall’archivio e dalla biblioteca della Fondazione.<br />
Gli artisti: Sol Lewitt, Lawrence Weiner, Mario Merz, Wolfgang Laib, Simon Starling, Matthew Barney, Mona Hatoum, Marzia Migliora, Kara Walker, Zena el Khalil, Alessandro Sciaraffa, Gianluca e Massimiliano De Serio, Elisabetta Benassi.</p>
<p><strong>La mostra segue gli orari di apertura della biblioteca dal martedi al venerdi dalle 14.00 alle 18.00 e ogni primo sabato del mese.</strong></p>
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		<title>Renè Burri, Harry Gruyaert, Nicus Lucà</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 14:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 5 maggio la Fondazione Merz ospita le mostre di RENÉ BURRI “Jean Tinguely” e HARRY GRUYAERT E NICUS LUCÀ “Dimenticare a memoria” In collaborazione con Magnum Photos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino al 5 maggio la Fondazione Merz ospita le mostre di</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://fondazionemerz.org/mostre-esposizioni/prossime-mostre/"><span style="color: #000000;"><strong>RENÉ BURRI “Jean Tinguely”</strong></span></a></span> e <a href="http://fondazionemerz.org/mostre-esposizioni/dimenticare-a-memoria/"><span style="color: #000000;"><strong>HARRY GRUYAERT</strong> E</span><span style="color: #000000;"> <strong>NICUS LUCÀ</strong> <strong>“Dimenticare a memoria”</strong></span></a></p>
<p>In collaborazione con <strong>Magnum Photos</strong></p>
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		<title>Elisabetta Benassi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 13:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elisabetta Benassi è nata nel 1966 a Roma, dove vive e lavora. Con riferimenti alla tradizione culturale politica e artistica del Novecento, alla psicanalisi come pure ai temi controversi della contemporaneità, l’opera di Elisabetta Benassi percorre uno spazio difficile, quello del nostro presente. Il suo lavoro ha come cifra ricorrente l’uso dell’installazione, del video, della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elisabetta Benassi è nata nel 1966 a Roma, dove vive e lavora. Con riferimenti alla tradizione culturale politica e artistica del Novecento, alla psicanalisi come pure ai temi controversi della contemporaneità, l’opera di Elisabetta Benassi percorre uno spazio difficile, quello del nostro presente.</p>
<p><span id="more-7289"></span>Il suo lavoro ha come cifra ricorrente l’uso dell’installazione, del video, della fotografia, come dispositivi per creare insieme forti suggestioni emotive e una diversa messa a fuoco morale nello spettatore. Sullo sfondo dei suoi lavori appare sempre una domanda sulla condizione e l’identità attuali, sui loro rapporti col passato storico e una spinta a riconsideralo, guardandolo in controluce. Ricostruire una leggibilità del reale e ampliare il campo della coscienza diventano così le operazioni fondamentali del suo lavoro.</p>
<p>Tra le mostre più recenti: 2013 Venice Biennale 55th International Art Exhibition, Italian Pavillon Vice/Versa, Venice. (upcoming show), Voglio fare subito una mostra (upcoming solo show) Fondazione Merz Torino; 2012 Newtopia: The State of Human Rights. Exhibition for the City of Mechelen, Mechelen, Belgium; 2012 Mutatis Mutandis, Wiener Secession, Wien; 2012 Blind Spot, Berlin Documentary Forum 2, Haus der Kulturen der Welt, Berlin; 2012 Art and Press. Martin -Gropius-Bau, Berlin, ZKM | Center for Art and Media, Museum of Contemporary Art, Karlsruhe; 2011 A proposito di Marisa Merz, MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, Rome; 2011 Venice Biennale 54th International Art Exhibition ILLUMInazioni/ ILLUMInations, Arsenale, Venice; 2011 Tutto è connesso 2, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli; 2011 Soledad, Fiac! Grand Palais, Paris; 2010 All I Remember, Magazzino, Roma; 2010 Chartrese Jeune, Casa Tabarelli, Cornaiano, Bolzano; 2009 Unlimited, Art| 40 | Basel, Basel; 2008  Mimétisme, Extra City for Contemporary Art, Antwerpen; 2008 Dai tempo al tempo Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene d’Alba.</p>
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		<title>Voglio fare subito una mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 13:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre Future]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Superiore]]></category>

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		<description><![CDATA[15 maggio – 8 settembre 2013 Dal 15 maggio 2013 la Fondazione Merz presenta il progetto espositivo Voglio fare subito una mostra di Elisabetta Benassi (Roma, 1966). In esposizione alcuni lavori di Mario Merz realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta e installazioni di Elisabetta Benassi realizzate appositamente per il progetto, tra le quali emerge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>15 maggio – 8 settembre 2013</p>
<p><span id="more-7286"></span>Dal 15 maggio 2013 la Fondazione Merz presenta il progetto espositivo Voglio fare subito una mostra di Elisabetta Benassi (Roma, 1966).<br />
In esposizione alcuni lavori di Mario Merz realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta e installazioni di Elisabetta Benassi realizzate appositamente per il progetto, tra le quali emerge l’opera MareoMerz, perno dell’intera mostra. Si tratta di un’installazione costituita da un importante oggetto di uso quotidiano appartenuto a Mario Merz, la sua ultima automobile: Benassi ne celebra la riapparizione e l’oggetto diventa l’anello di un racconto umano che si lega, per circostanze insolite, alla storia collettiva.</p>
<p>La forte connotazione fantasmatica del lavoro di Elisabetta Benassi porta direttamente alle opere di Mario Merz. Queste, insieme al luogo che le ospita, sono state un forte stimolo all’ideazione e realizzazione della mostra. Ogni lavoro di Mario Merz è stato indagato con passione e curiosità; ogni suo pensiero esplicitato attraverso una scritta al neon o la stampa di un libro, è stato oggetto di riflessione.</p>
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		<title>Musica e arte visiva insieme</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 11:26:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[arch 22,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MUSICA E ARTE VISIVA INSIEME</strong><br />
Concerto di musica classica e contemporanea e opera di Nunzio</p>
<p>Teatro Vittoria, venerdì 22 marzo alle 20.00<br />
<span id="more-7255"></span>La Fondazione Merz e l’Unione Musicale rinnovano la loro collaborazione e presentano, venerdì 22 marzo alle 20.00 presso il Teatro Vittoria in Via Gramsci 4, un concerto di musica classica e contemporanea a cura della Camerata Zürich e un’opera realizzata appositamente per l’evento dall’artista Nunzio.</p>
<p>La rassegna “Confluenze” offre l’opportunità di un’azione congiunta tra linguaggi artistici che per tradizione non hanno cercato un percorso comune pur arrivando, ciascuno attraverso la propria strada, e con l’impatto e la forza che le Arti sanno imprimere, alla sensibilità di chi sa guardare e ascoltare. Vien da pensare che così che l’Arte visiva e la Musica creino un soggetto terzo, attraverso un’alchimia potente, comprensibile a coloro che sono disposti ad aprire la propria mente alla conoscenza e il proprio spirito al “sentire”. Maria Centonze, curatrice alla Fondazione Merz.</p>
<p>Sul palco, insieme ai musicisti che eseguono musiche di Arvo Pärt, Carl Philipp Emanuel Bach e Dmitrij Šostakovič, anche l’opera Senza Titolo, 2012-2013 dell’artista Nunzio, un’installazione di grandi dimensioni realizzata in legno combusto da uno degli scultori più significativi dell’arte italiana.</p>
<p>Organizzazione: Unione Musicale Onlus &#8211; piazza Castello, 29 &#8211; Torino tel. 011 5669811</p>
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		<title>LABORATORIO PER FAMIGLIE</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 11:05:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attività passate]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 21 aprile ore 16.30 LABORATORIO PER FAMIGLIE, un modo piacevole e creativo per avvicinare bambini e adulti all’arte contemporanea A cura del Dipartimento Educazione della Fondazione Merz Fondazione Merz, Via Limone 24 Torino Con l’apertura delle mostre RENÉ BURRI &#8220;Jean Tinguely&#8221; e  HARRY GRUYAERT e NICUS LUCÀ &#8220;Dimenticare a memoria&#8221; riparte l’iniziativa Una domenica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 21 aprile ore 16.30<br />
<strong>LABORATORIO PER FAMIGLIE, un modo piacevole e creativo per avvicinare bambini e adulti all’arte contemporanea</strong></p>
<p>A cura del Dipartimento Educazione della Fondazione Merz<br />
Fondazione Merz, Via Limone 24 Torino</p>
<p><span id="more-7239"></span>Con l’apertura delle mostre RENÉ BURRI &#8220;Jean Tinguely&#8221; e  HARRY GRUYAERT e NICUS LUCÀ &#8220;Dimenticare a memoria&#8221; riparte l’iniziativa Una domenica lunghissima, un ciclo di laboratori rivolti alle famiglie che si svolge negli spazi espositivi della Fondazione Merz.<br />
L&#8217;attività, solitamente riservata ai bambini, si apre anche agli adulti offrendo a tutti la possibilità di avvicinarsi all&#8217;arte contemporanea in modo piacevole e creativo.</p>
<p>Gli incontri sono progettati per bambini di almeno 4 anni. Costo del laboratorio: 4 euro a bambino. Prenotazione obbligatoria</p>
<p>Gli adulti che lo desiderano possono scegliere di visitare gratuitamente le mostre, accompagnati dal personale di sala.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni:<br />
Dipartimento Educazione Fondazione Merz<br />
Via Limone 24 &#8211; Torino<br />
Tel. 011.19719792<br />
edu@fondazionemerz.org<br />
www.fondazionemerz.org</p>
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		<title>Rene&#8217; Burri</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 14:35:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Biografie]]></category>

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		<description><![CDATA[Renè Burri, fotografo svizzero nato nel 1933, studia alla scuola di arti applicate di Zurigo. Tra il 1953 e il 1955 lavora come regista e realizza i suoi primi documentari; in questo periodo durante il servizio militare, inizia a usare una macchina fotografica Leica. Grazie a un servizio fotografico sull&#8217;educazione musicale di bambini sordomuti, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Renè Burri, fotografo svizzero nato nel 1933, studia alla scuola di arti applicate di Zurigo.</p>
<p><span id="more-7128"></span>Tra il 1953 e il 1955 lavora come regista e realizza i suoi primi documentari; in questo periodo durante il servizio militare, inizia a usare una macchina fotografica Leica.<br />
Grazie a un servizio fotografico sull&#8217;educazione musicale di bambini sordomuti, nel 1956 viene assunto come corrispondente dalla celebre agenzia fotografica Magnum. Il lavoro incontra grandi consensi e viene pubblicato sulla prestigiosa rivista “Life” e su altre importanti riviste europee.</p>
<p>Tra il 1956 e il 1958 viaggia come corrispondente di Magnum tra Europa e Medio Oriente e America Latina, dove realizza per la rivista Du il reportage su El Gaucho. Sempre per questa rivista svizzera fotografa artisti come Giacometti, Picasso e Le Corbusier.<br />
Nel 1959 diventa membro di Magnum e comincia a lavorare per il suo progetto editoriale Die Deutschen a cura di Robert Delpire. Nel 1963 realizza il celebre ritratto del rivoluzionario cubano Ernesto Che Guevara mentre fuma il sigaro.</p>
<p>Nel 1965 trascorre cinque mesi in Cina dove realizza, per la neonata Magnum Films, il documentario The Two Faces of China prodotto in co-produzione con la BBC.<br />
Nel 1982 viene eletto Presidente di Magnum Francia e nello stesso anno inaugura la Magnum Gallery a Parigi.</p>
<p>Nel 1998 Burri riceve il premio Dr. Erich Salomon della Società tedesca di fotografia – DGPh.<br />
Nel 2004 alla Maison Européenne de la Photografie di Parigi viene allestita una grande retrospettiva. Da allora la mostra è stata presentata a Berlino e a Losanna nel 2004, a Milano e a Zurigo nel 2005, a Manchester nel 2006. Da giugno 2007 la mostra è in tournée in più paesi dell’America Latina: Cuba, Messico, Argentina, Venezuela, Colombia.</p>
<p>Renè Burri vive e lavora tra Zurigo e Parigi.</p>
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		<title>Harry Gruyaert Nicus Luca&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 14:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nicus Lucà Torino 1961. Ha cominciato la sua carriera artistica come musicista e cantautore rock e punk negli anni ’80 e da allora opera sia come individuo, che come parte di un gruppo. Convinto che l’arte acquisti un maggiore senso se realizzata come somma di esperienze e discipline e campi differenti, Nicus ha fondato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nicus Lucà</strong></p>
<p>Torino 1961. Ha cominciato la sua carriera artistica come musicista e cantautore rock e punk negli anni ’80 e da allora opera sia come individuo, che come parte di un gruppo. Convinto che l’arte acquisti un maggiore senso se realizzata come somma di esperienze e discipline e campi differenti, Nicus ha fondato nel 2000 Pop Club, un luogo virtuale in cui, come in una galassia, con coincidenze programmate o casuali, si incontrano competenze creative diverse.</p>
<p><span id="more-7119"></span>Trasformare emozioni private in emozioni per gli altri è il meccanismo che genera l’opera di Nicus, recepita dall’interlocutore con significati sempre diversi: l’importante per l’artista è che l’opera produca un’emozione, catturi attenzione, provochi una reazione.<br />
Non esiste una separazione tra il lavoro e la vita: per Nicus , essere un artista è un modo di esistere, non un lavoro.</p>
<p><strong>Harry Gruyaert</strong></p>
<p>Belgio, 1941<br />
“Alla fine degli anni ’60 vivevo a Londra e mi sono reso conto del potere della televisione di fare il lavaggio del cervello… Mi interessava fare un ritratto dell’Inghilterra fotografando lo schermo della televisione.” Harry Gruyaert</p>
<p>Dal Belgio al Marocco, attraverso l’India e più di recente l’Egitto, Harry Gruyaert registra per oltre trent’anni le sottili vibrazioni cromatiche della luce orientale ed occidentale.<br />
Dal 1959 al 1962 studia alla Scuola per il cinema e la fotografia di Bruxelles. Inizia in seguito a esercitare la professione di fotografo freelance a Parigi, lavorando contemporaneamente per la televisione fiamminga come direttore della fotografia. Nel 1969 Gruyaert fa il primo dei suoi molti viaggi in Marocco.<br />
La sua immersione totale nei colori e nei paesaggi marocchini gli valgono il premio Kodak nel 1976 e culminano nel 1990 con la pubblicazione del volume Morocco. Va in India per la prima volta nel 1976, e in Egitto nel 1987.<br />
Lungi dall’esotismo stereotipato, la visione dei paesi lontani di Harry Gruyaert trasporta l’osservatore in atmosfere inconsuete e in un certo qual modo misteriose.<br />
Nel 1972 fotografa le Olimpiadi di Monaco e nello stesso anno i primi voli dell’Apollo su uno schermo televisivo. Quest’ultimo progetto, in cui l’autore gioca con i colori dello schermo, è presentato con il titolo TV Shots su Zoom, ed è esposto nel 1974 alla Delpire Gallery, alla Phillips de Pury &amp; Co. a New York e come istallazione a Parigi durante il Mois de la Photo nel 2008.<br />
Nel 1981 Gruyaert entra a far parte di Magnum Photos.<br />
Pubblica nel 2000 Made in Belgium e nel 2003 Rivages, una raccolta di immagini di spiagge di tutto il mondo, PhotoPoche nel 2006 e TV Shots nel 2007. Nei suoi ultimi lavori abbandona il processo Cibachrome a favore della stampa digitale. Più adatta a riprodurre le ricche sfumature di colore delle sue pellicole, la stampa digitale offre nuove possibilità per il suo lavoro, un passo avanti verso il suo obiettivo di origine: dare al colore i mezzi necessari a esprimere la sua vera esistenza.</p>
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		<title>Dimenticare a memoria</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 13:33:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mostre Passate]]></category>

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		<description><![CDATA[HARRY GRUYAERT E NICUS LUCÀ “Dimenticare a memoria” 6 marzo – 5 maggio 2013 a cura di Maria Centonze La mostra Dimenticare a memoria, presenta i lavori del fotografo belga Harry Gruyaert e dell’artista torinese Nicus Lucà. I 12 scatti a colori di Gruyaert realizzati in Marocco, nella regione del Tafilalt, trasportano l’osservatore in atmosfere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>HARRY GRUYAERT</strong> E <strong>NICUS LUCÀ</strong> <strong>“Dimenticare a memoria”</strong></p>
<p>6 marzo – 5 maggio 2013</p>
<p>a cura di Maria Centonze<br />
<span id="more-7085"></span>La mostra Dimenticare a memoria, presenta i lavori del fotografo belga Harry Gruyaert e dell’artista torinese Nicus Lucà.<br />
I 12 scatti a colori di Gruyaert realizzati in Marocco, nella regione del Tafilalt, trasportano l’osservatore in atmosfere inconsuete e misteriose; le foto di paesaggi naturali, di città adagiate sulle montagne, ma anche di esseri umani, somigliano a dipinti nei quali la luce e il colore entrano nello spazio per sottolineare i soggetti.<br />
L’artista torinese Nicus Lucà realizza una biblioteca di 150 volumi tagliati in pietra fossile proveniente proprio dalla regione del Tafilalt, nel sud-est del Marocco, il più grande giacimento di fossili risalente al paleozoico del Nord Africa, e incisi con titoli di libri celebri. L’artista ruba agli scrittori la loro opera, si appropria delle loro parole che imprigiona per sempre in questa pietra millenaria che è una pittura di varietà infinita creata dal tempo e formata quando ancora la scrittura non esisteva. Ogni volume diventa una scultura che il visitatore può toccare, leggere e immaginare.<br />
La mostra è realizzata in collaborazione con Eva Menzio, con il contributo di Lunetta 11, Caterina Fossati, Riva Monaco Boat Service.</p>
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		<title>Jean Tinguely</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 13:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[RENÉ BURRI &#8220;Jean Tinguely&#8221; 6 marzo &#8211; 5 maggio 2013 In collaborazione con Magnum Photos A cura di Lorenza Bravetta e Maria Centonze La mostra RENÉ BURRI “Jean Tinguely”, allestita nell’ampia sala al piano terra, raccoglie 122 scatti in bianco e nero e a colori realizzate dal fotografo svizzero all’artista nell’arco di un ventennio. Burri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RENÉ BURRI &#8220;Jean Tinguely&#8221;</strong></p>
<p>6 marzo &#8211; 5 maggio 2013</p>
<p>In collaborazione con Magnum Photos</p>
<p>A cura di Lorenza Bravetta e Maria Centonze</p>
<p><span id="more-7049"></span>La mostra RENÉ BURRI “Jean Tinguely”, allestita nell’ampia sala al piano terra, raccoglie 122 scatti in bianco e nero e a colori realizzate dal fotografo svizzero all’artista nell’arco di un ventennio.<br />
Burri osserva l’amico al lavoro nel suo studio, durante la realizzazione della scultura monumentale “Le Cyclop” vicino a Parigi, durante l’allestimento dei suoi lavori all’Esposizione Internazionale di Montreal, a Basilea e a Venezia. La serie fotografica si spinge oltre i confini dell’immagine ufficiale per catturare, con la disponibilità e complicità del soggetto fotografico, l’essenza, la personalità e la creatività dell’artista.</p>
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