Botto&Bruno. The ballad of forgotten places | progetto vincitore bando Italian Council

Botto&Bruno. The ballad of forgotten places | progetto vincitore bando Italian Council 04.12.2018 | 31.05.2019

Botto&Bruno. The ballad of forgotten places, è un progetto promosso dalla Fondazione Merz vincitore della III edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

Destinazioni:

– Atene, National Museum of Contemporary Art, Athens (EMST) | 4 Dicembre 2018 – 20 gennaio 2019

– Madrid

– Lisbona 

– Torino, Musei Reali – Destinazione finale permanente | dal 1 maggio 2019

 

La Fondazione non è nuova al sostegno dell’arte italiana in ambito internazionale e da sempre lavora alla costruzione di dialoghi e relazioni tra popoli e culture. Tra questi uno dei più rilevanti dal punto di vista culturale e sociale riguarda i paesi dell’area mediterranea che da qualche tempo sono protagonisti di un vasto dibattito culturale e artistico. Le stesse differenze, a volte vere e proprie divisioni, tra Paesi dell’Unione, sono interessante ambito di riflessione che alcuni noti artisti stanno analizzando e portando nel proprio lavoro. La cura dei luoghi e delle comunità deve partire anche dalle periferie dell’Europa. Non possiamo infatti immaginare un’Europa  ospitale, capace e ambientalista prescindendo dall’analisi delle diseguaglianze che la stanno frammentando sempre più.

In questo senso la Fondazione ha individuato negli artisti Botto&Bruno gli interlocutori ideali per la scrittura di un nuovo progetto.

The ballad of forgotten places è una grande installazione che evoca una rovina contemporanea e che diventa memoria dei luoghi fragili e perduti. È concepita come un grande ambiente praticabile coperto, sia sulle pareti sia sul pavimento, da un paesaggio suburbano a 360 gradi, denso di ossidazioni, tracce, macchie e reperti, come se il tempo vi avesse lavorato quasi trasformandolo in una sorta di dagherrotipo.

All’interno della “stanza” si trova un basamento sopra il quale è posto un libro d’artista, che diventa una narrazione di immagini, prodotte o raccolte in anni di foto dagli artisti, di un gran numero di luoghi ormai scomparsi, trasformati, dimenticati: siano essi terrain vagues, zone industriali oppure orti urbani situati ai margini delle città.

 “L’idea di una casa che seppur fragile, diroccata, scelga di proteggere la memoria di questi luoghi perduti ci sembra l’unica via per poter costruire le basi per un nuovo e più costruttivo approccio per affrontare le problematiche sull’ambiente. Le istituzioni che ospiteranno il lavoro dovranno proteggere, come una sorta di abbraccio, questa rovina che a sua volta si propone di conservare e trasmettere la memoria di questi luoghi fragili, insieme scatola cinese e macchina della memoria”. Botto&Bruno

Il progetto suggerisce una profonda riflessione sulla contemporaneità e sul ruolo dell’arte quale fattore non solo di lettura o narrazione della società ma anche quale indispensabile elemento di trasformazione estetica del presente.

 

realizzato grazie al sostegno di