Marisa Merz. The Sky is a Great Space

Marisa Merz. The Sky is a Great Space 24.01.2017 | 04.09.2017

Hammer Museum, Los Angeles | 4 giugno – 4 settembre 2017

The Met Breuer, New York | 24 gennaio – 7 maggio 2017
Hammer Museum, Los Angeles | 4 giugno – 4 settembre 2017

In collaborazione con la Fondazione Merz

La Fondazione Merz è lieta di annunciare la collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York e con l’Hammer Museum di Los Angeles in occasione della retrospettiva Marisa Merz: the Sky is a Great Place.
Marisa Merz: the Sky is a Great Place è la prima grande mostra che musei americani dedicano all’artista ed è curata da Connie Butler, Capo Curatore, Hammer Museum e Ian Alteveer, Associate Curatore, Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea, Metropolitan Museum of Art.
L’esposizione presenta circa un centinaio di opere, tra sculture, pitture e installazioni, realizzate nel corso di cinque decenni che esprimono il carattere intimo e visionario della poetica di Marisa Merz.

La Fondazione Merz ha contribuito attivamente alla realizzazione della mostra prestando, insieme all’artista, numerose opere alcune delle quali visibili al pubblico per la prima volta. Ha inoltre fornito un importante apporto scientifico, raccogliendo tra l’altro materiale documentativo fondamentale alla stesura del catalogo. Infine insieme ai curatori ha redatto la più aggiornata e completa bio-bibliografia.
Per questo progetto la Fondazione Merz è stata sostenuta da Lavazza, con cui si è avviata da quest’anno una partnership triennale che prevede l’impegno da parte dell’azienda leader nel mercato del caffè a supportare le attività internazionali della Fondazione.

Unica rappresentante femminile del movimento dell’Arte Povera e protagonista della scena artistica italiana dalla fine degli anni Sessanta, Marisa Merz si è distinta nel tempo per un personale percorso, sviluppato in una forma autonoma e indipendente. La sua ricerca si avvale di mezzi espressivi sempre diversi, che vanno dal disegno alla scultura, dalla pittura all’installazione. Insistendo sull’importanza della manualità del fare artistico, recupera tecniche proprie dell’artigianalità femminile, come il cucito e l’intreccio.
L’opera di Marisa Merz cristallizza l’effimero e si muove oscillando tra la sfera pubblica e quella privata, fatta di memorie personali.
I primi lavori, realizzati alla metà degli anni Sessanta, sono nati come estensione della propria sfera domestica: si tratta di sculture di lamine di alluminio, strutture spiraliformi mobili e irregolari (Living sculptures) e di oggetti leggeri realizzati con fili di rame e ferri da maglia.
A metà degli anni Settanta, l’artista inizia a modellare una serie di piccole teste realizzate in argilla non cotta talvolta rivestite con pigmenti luminosi o dorature, e racchiuse nella cera.
Parallelamente e senza interruzione fino ad oggi, Marisa Merz si dedica alla realizzazione di disegni e dipinti, i cui soggetti principali sono volti e fisionomie in particolare femminili. Composte da fugaci linee arabescate e rese con tratto veloce queste figure si distaccano da qualsiasi contesto, fissandosi in uno stato di sospensione del tempo.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dall’ Hammer Museum, Los Angeles.

Metropolitan Museum, New York

Hammer Museum, Los Angeles