Buon compleanno Fondazione Merz – 15!

70 mostre di cui 9 fuori sede e 13 collaborazioni internazionali con retrospettive Mario e Marisa Merz | 147 eventi |172 artisti di cui 64 italiani e 107 internazionali | 97 autori tra cui poeti, scrittori, architetti, attori, curatori, filosofi, antropologi, critici, registi e ballerini | 217 musicisti | 1.605 laboratori| 75.000 bambini | 96 domeniche lunghissime | 22.032 ore di lavoro di allestimento | 8.250 kg di creta utilizzata | 110 tonnellate di frammenti di vetro | 130 metri cubi di sabbia |720 rose di Damasco, piante acquatiche e ciclamini | 47 pubblicazioni | 43 piani di un palazzo di libri | 45 bramini | 16 nascite | 7 giorni dedicati a rituali del fuoco

 

In attesa di riaprire lo spazio in via Limone, con la mostra PUSH THE LIMITS, per restare vicini al proprio pubblico in questo momento di distanziamento sociale, festeggiamo il compleanno con alcuni progetti social.

#FondazioneMerzRewind, una narrazione online che raccoglie quotidianamente, attraverso i nostri profili Instagram e Facebook immagini, testi e video per raccontare i 15 anni di storia espositiva.

Anche il Dipartimento Educazione attraverso il suo profilo Instagram accompagna il racconto, ricordando i workshop e le attività formative affidate agli artisti che ne hanno segnato, con i loro interventi, la storia.

#scusinoncapisco una nuove versione online del format già sperimentato che accompagnerà il pubblico in diretta su Instagram dal 3 maggio e per otto domeniche alle 16.30.

Si tratta di un dialogo a due e condiviso con il pubblico che coinvolge autori, intellettuali, professionisti e personalità del mondo accademico e imprenditoriale con l’obiettivo di comprendere meglio i linguaggi e il pensiero che stanno dietro le opere di arte contemporanea, ma anche riflettere sul ruolo dell’arte in un momento critico come questo.

#RaccontoCaptivus diario di opere in trappola. Format che partirà in occasione della Notte dei Musei (16 maggio 2020). In una notte di musei vuoti, in città vuote, immaginare che le opere d’arte, anch’esse rimaste in trappola, possano parlarci e farsi portavoce di un’esperienza collettiva raccontando i silenzi, la solitudine, le paure e le speranze dei luoghi e delle loro anime.