testi di: Abdellah Karroum, Beatrice Merz, Mohamed Mustagab

Il catalogo è pubblicato in occasione della mostra Wael Shawky. Al Araba Al Madfuna a cura di Abdellah Karroum alla Fondazione Merz dal 2 novembre 2016 al 5 febbraio 2017.
“Wael Shawky: Al Araba Al Madfuna invita lo spettatore a camminare attraverso gli elementi dei film e i loro processi di produzione – strutture architettoniche e sculture – collocati all’interno di un paesaggio costruito di sabbia. Lo spettatore si muove a ritroso, cominciando dall’ultimo film Al Araba Al Madfuna III, a colori, seguito da elementi tridimensionali tratti dallo storyboard, e, per ultimi, i vecchi film di Shawky in bianco e nero. Al Araba Al Madfuna II è il secondo, e poi nell’ultima, e più claustrofobica sala, è la volta di Al Araba Al Madfuna I. Si accede a questo film solo dopo aver sceso venti metri di ripide scale con un dislivello di quarantacinque gradi come se si entrasse in una mastaba installata nelle sale sotterranee del museo. Questo percorso suggerisce un approccio concettuale di itinerario capovolto, dalla superficie al sotterraneo, dall’evidente al misterioso. La narrazione rovesciata è ispirata dal processo inverso e umanissimo di scavare quanto si trova sottoterra nella speranza di scoprire tesori antichi, o i nostri stessi ricordi. L’ultimo film – Al Araba Al Madfuna III – sottolinea il rapporto fondamentale tra il luogo in cui si produce l’opera d’arte e quello in cui la si espone: nello spazio espositivo un paesaggio di sabbia e pietre ricrea l’architettura del ‘tempio’ che alberga la storia ricostruita. In quest’ultimo film, il più complesso della serie, lo spettatore si confronta col vocabolario visivo tecnico e concettuale del montaggio. La scala della proiezione rende i personaggi – figure umane – più grandi del vero, e l’inversione dell’immagine crea disorientamento. […] Al Araba Al Madfuna ribadisce l’interesse di Shawky per racconti e storie esistenti, che fanno parte della nostra cultura, da utilizzare come punti di partenza per esplorare la produzione di narrazioni storiche e i loro effetti a lungo termine, leggendo le storie ufficiali e i miti gli uni attraverso, e contro, gli altri. […] Shawky è un artista che abbraccia lo spazio espositivo in un gesto di donazione e condivisione di frammenti di un mondo impossibile da tradurre in forme fisiche controllate. […] Lo storyboard originale di Al Araba Al Madfuna ricorre all’esplorazione spirituale e alla metafisica utilizzate negli scavi sotterranei per spostare le forze delle tenebre verso la luce. […] Le parabole di Mohamed Mustagab tratte da Dayrut al-Sharif (1983) sono una delle fonti principali di Al Araba Al Madfuna. Ciascun film ne rinarra i racconti intitolati I J-B-R, L’offerta, I cavalieri adorano i profumi, e Girasoli. […] L’atto di produrre arte incide sulla produzione stessa dell’arte. L’intero progetto Al Araba Al Madfuna è stato ispirato da un viaggio, da un luogo all’interno della storia, e da una personale esperienza di quel luogo. Gli storyboard, i disegni, le sculture e i film che ne sono emersi sono stati realizzati tra Abydos, il sito della spedizione dell’artista, e gli spazi espositivi e i musei dove in seguito l’opera d’arte è stata resa visibile. Il suo viaggio nell’Alto Egitto è contrassegnato e fatto di luoghi e incontri, di siti archeologici, di persone che si prendono cura della memoria del passato, di persone che aspettano, di persone che scavano, e, infine, di coloro che scrivono. È quest’ultima categoria, incarnata dal lavoro del romanziere egiziano Mustagab, la più influente per Shawky in questo progetto specifico. In un certo senso, l’artista guarda all’esperienza della storia del genere umano come alla sua stessa esperienza, alla responsabilità per alcuni problemi urgenti del mondo e osservando come i valori più antichi muoiono o si trasformano in altre forme di vita.” (Abdellah Karroum)

Il catalogo riproduce gli still da video della trilogia Al Araba Al Madfuna e una rassegna esaustiva dei disegni che compongono lo storyboard dei film. I racconti di Mohamed Mustagab che hanno ispirato liberamente la trama dei film di Wael Shawky sono qui pubblicati in inglese e per la prima volta in italiano.