Mario Merz disegni

Sebbene le opere di Mario Merz siano presenti nelle collezioni dei più grandi musei, i suoi disegni hanno conosciuto una diffusione molto più limitata. L’artista li espose diverse volte, ma lo fece con grande riserbo custodendoli perlopiù gelosamente per sé.

Tuttora sono pertanto molto meno noti dei suoi igloo, delle installazioni ambientali e dei dipinti su tela. Per Mario Merz il disegno è davvero il punto di partenza dell’opera: dopo la guerra il giovane artista iniziò col disegno dal vero e il disegnare accompagnò da vicino la sua pittura fino a tutti gli anni Sessanta senza mai abbandonarla; nei disegni egli formulò il proprio pensiero plastico. Rifiutando tutto ciò che è definitivo e considerando l’opera d’arte come un progetto aperto, Mario Merz trovò nel disegno il mezzo espressivo che più gli si confaceva. Il disegno non era unicamente un oggetto destinato alla presentazione pubblica, bensì uno strumento, affine alla scrittura, grazie al quale si possono leggere con precisione i processi di riflessione e lavoro. Stando a questa interpretazione Mario Merz si colloca a pieno diritto nella tradizione rinascimentale del disegno come concezione intellettuale. In una tale concezione si inserisce la serie numerica di Fibonacci che egli utilizzò ripetutamente e la cui progressione illustra l’espansione dei fenomeni naturali. Questa teoria del tutto appare in molteplice forma non solo nei disegni in senso stretto, ma anche nei collage e in lavori colorati di grande formato. Non sono solo la varietà e la ricchezza compositiva dei disegni, ma anche la loro presenza come ispirazione dimostrano l’eccellenza fattiva di Merz nel disegno. Per la prima volta dalla scomparsa dell’artista e dopo l’ampia panoramica offerta nel 2005 dal Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, dalla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e dalla Fondazione Merz a Torino, si rivede ed espone un ambito particolare della sua produzione. Questo libro raccoglie per la prima volta in un’ampia raccolta i disegni di Mario Merz, dalla serie sull’Objet cache-toi, ai temi dei tavoli, delle tazze, ai nuclei dedicati al Giardino dei gufi, ai Semi floreali volanti e ai Disegni di Sidney, per giungere sino alle opere di più grande formato raffiguranti i preistorici ”animali terribili”. Completano il volume i testi di Lara Conte, Claire Gilman e Dieter Schwarz, oltre agli apparati bio-bibliografici.

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