Mario Merz

Una monografia edita dalla Fondazione Merz che rappresenta un grande omaggio all’artista torinese, al quale la città ha dedicato tre mostre durante il 2005.

testi: Carolyn Christov-Bakargiev, Dieter Schwarz antologia critica: Luciano Pistoi, Carla Lonzi, Germano Celant, Michael Sonnabend, Wieland Schmied, Achille Bonito Oliva, Mario Diacono, Zdenek Felix, Marlis Grüterich, Denys Zacharopoulos, Harald Szeemann, Rudi Fuchs, Bruno Corà, Danilo Eccher, Daniel Soutif cronologia a cura di Marcella Beccaria. Questo libro prende avvio dall’ampia retrospettiva che il Castello di Rivoli, la GAM di Torino e la Fondazione Merz hanno dedicato a Mario Merz, una delle personalità artistiche più rilevanti del Novecento. La monografia rappresenta un grande omaggio all’artista scomparso nel 2003, al quale la città di Torino ha dedicato ben tre mostre durante il 2005: questo percorso descrittivo riproduce più di cento immagini selezionate, partendo dalle opere che hanno segnato gli esordi dell’artista (esposte alla GAM), attraverso la grande stagione creativa della fine degli anni Sessanta contraddistinta dagli igloo (in mostra al Castello di Rivoli), per approdare all’apertura della Fondazione Merz in cui la specificità del luogo e la sua intensa memoria rivestono una grande importanza nell’accogliere le opere e nell’interagire con esse. I lavori, infatti, si inseriscono in tutti gli spazi, interni ed esterni, dialogano con la struttura, restituendo l’immediata sensazione di trovarsi in un vero e proprio “paesaggio” e rispettando la poetica dell’artista: “La casa è una relazione tra lo spazio e il tempo. Il tempo è creatore e distruttore di spazio. Lo spazio non è autonomo e statico. Lo spazio è controllato dal tempo” (Mario Merz). Il percorso iconografico del volume, comprensivo della documentazione delle retrospettive torinesi, illustra una selezione di installazioni, disegni e dipinti esposti nelle più rilevanti personali: enormi tele con animali selvaggi preistorici come il rinoceronte, il coccodrillo, la tigre, il gufo, gli igloo e i tavoli, strutture protagoniste da sempre dell’alfabeto merziano. Il rilievo che l’opera di Merz ha raggiunto nel corso degli anni è documentato dalle prestigiose rassegne italiane e internazionali a cui ha partecipato, quali la Biennale di Venezia e Documenta a Kassel, o che gli sono state dedicate dai più importanti musei del mondo. La ricchezza di immagini del libro permette di cogliere la vasta e sfaccettata produzione artistica di Mario Merz, avvalendosi inoltre del contributo di un’approfondita antologia critica e di una serie di testimonianze di rilievo che ricordano la figura dell’artista. Il volume si chiude con un’aggiornata e completa biobibliografia.

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