Marisa Merz | Marisa Merz

Il libro è pubblicato in occasione del progetto espositivo dedicato all’opera di Marisa Merz che ha avuto come prima tappa la mostra “non corrisponde eppur fiorisce” realizzata alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia nel 2011, cui ha fatto seguito “disegnare disegnare ridisegnare il pensiero immagine che cammina”, la mostra antologica allestita alla Fondazione Merz nel 2012.

Le idee e le suggestioni dell’incontro tra l’artista e la Fondazione Querini sono scaturite in un racconto in cui opere storiche e inedite dell’artista torinese dialogavano con gli spazi e le raccolte di arte antica collezionate nel museo della fondazione veneziana. Il lavoro di Marisa Merz è sempre in atto, come una “pittura infinita”, inarrestabile nella sua indeterminatezza, in cui il processo creativo non si ferma dentro una forma unica, dando vita a figure che non diventano prigioniere di una definizione. Si tratta di una forma senza contorni, che incessantemente assorbe altre forme.
L’artista stenta a circoscrivere in una configurazione netta il materiale che utilizza (la carta, la grafite, la cera, il filo di rame che tesse a mano in interminabili, enormi maglie). La temporalità dell’opera si rivela nella dimensione dello spazio e non in quella storica. Le opere sono come dei punti di arresto di un fluire continuo che è l’esistenza, e le esposizioni non sono che punti di arresto e di coincidenza che si manifestano all’interno di uno spazio. Ciò è possibile per un'”opera nomadica” come quella di Marisa Merz che non occupa uno spazio, inteso come quantità spaziale, ma piuttosto rende presente l’esperienza dello spazio. “disegnare, disegnare, ridisegnare, il pensiero immagine che cammina” raccoglie negli spazi della Fondazione Merz, per la prima volta dalla sua apertura nel 2005, un’intensa ma leggera, delicata ma energica narrazione di opere di Marisa Merz. Appoggiate allo spazio si compongono in una sequenza atemporale. Nel percorso si incontrano forme, misure ed elementi inconsueti; disegni che s’inseguono in serie dialogano con opere intrecciate di filo di rame formando sulle pareti muti spartiti musicali; l’essenzialità delle sculture in terra cruda o in bronzo si accosta alla complessità dei grandi volti eseguiti attraverso la sovrapposizione di segni e materie. L’esposizione rivela un animo alla continua ricerca del dare forma al pensiero, mosso dall’emergere incessante di nuovi interrogativi. Questo volume riproduce la documentazione fotografica delle due esposizioni ed è arricchito dai testi di Chiara Bertola, Ester Coen, Costantino D’Orazio e Richard Flood.

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