Marzia Migliora. Tanatosi

Il libro d’artista accompagna il progetto “Tanatosi” di Marzia Migliora, ospitato negli spazi della Fondazione Merz di Torino dal 9 novembre 2006 al 7 gennaio 2007.

Sei lavori, installazioni e video, sono state concepite appositamente per gli spazi della Fondazione e costituiscono un percorso che si svela tra le opere di Mario Merz. Filo conduttore è la percezione, e l’uso di tutti sensi diventa unità di misura e strumento per relazionarsi con il mondo esterno. Da questo tema l’artista sviluppa un discorso più ampio, soffermandosi in particolare sulla condizione di cecità che diventa metafora delle paure, che non si possono vedere né toccare, ma sono presenze tanto “solide” da alterare la percezione della realtà. Questo ciclo di lavori cerca di stimolare chi vede a farlo non solo attraverso gli occhi ma, per esempio, mettendo in pratica il rapporto tattile con gli oggetti o ascoltando il suono che si rifrange nello spazio. L’artista fa vestire, a chi vede, i panni di chi è impossibilitato a farlo e a chi non vede, consegna alcuni strumenti utili per fruire una mostra d’arte contemporanea. Toccare, guardare, ascoltare, contare… come in un esercizio il cui risultato è l’esperienza. Il libro racconta le sei opere dell’artista anche attraverso disegni stampati in rilievo e testi in Braille ed è un ulteriore strumento per rendere accessibile e fruibile la mostra alle persone non vedenti. Raccoglie, inoltre, la documentazione fotografica della mostra e si avvale di un testo critico di Jérôme Sans, direttore artistico del Baltic Centre for Contemporary Art di Gateshead (UK).

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